Cultura

Autumn in Triennale

Si riparte alla grande con Gaetano Pesce e Victor Vasarely in Bovisa, David Lynch e gli anni '70 in Sempione

Anche la Triennale si prepara a una stagione autunno-inverno coi fiocchi. Mentre è ancora in corso, fino al 16 settembre, Renzo Piano Building Workshop-Le città visibili, riprende l'attività il Fiat Cafè, con i concerti della domenica mattina e i mercoledì sera a ritmo di Bossa Nova.

PINK BOVISA - Dal 3 ottobre la Triennale Bovisa ospita Pink Pavillion, una costruzione sperimentale all'esterno (lato stazione VillaPizzone), destinato ad accogliere laboratori per bambini legati alle mostre in corso in Triennale progettato da Gaetano Pesce. Dal 4 ottobre al 27 gennaio 2008 altro ospite illustre sarà Victor Vasarely. Non il cuore ma la retina propone, attraverso 200 opere, suddivise in nove sezioni, una lettura inedita per il pubblico italiano del percorso artistico e culturale di Victor Vasarely e del suo ruolo nella storia dell'arte del Novecento. Le opere esposte provengono dalle maggiori collezioni pubbliche e private internazionali e molte di queste visibili in Italia per la prima volta. In mostra anche una parte documentaria degli archivi dell'artista che permette di comprendere meglio il suo processo creativo e la sua personale visione del ruolo dell'arte e dell'artista nella società. Inoltre numerose fotografie di Vasarely al lavoro e una ricca parte biografica permettono di conoscerlo come intellettuale e come uomo immerso nella sua quotidianità e nei suoi molteplici ruoli pubblici e privati.
 
TRIENNALE DA BRIVIDO - La Triennale "madre", in Via Alemagna, si prepara invece ad accogliere David Lynch con una mostra a lui dedicata. The Air is on Fire, dal 9 ottobre al 13 gennaio 2008, è stata ideata e realizzata su iniziativa della Fondation Cartier pour l'art contemporain di Parigi. Dal 27 ottobre al 30 marzo 2008 si ritorna con lo sguardo agli Anni '70, il decennio lungo del secolo breve. La mostra è articolata come un percorso labirintico dentro uno dei periodi più ricchi, complessi e contraddittori della nostra storia recente. Senza effetti-nostalgia, ma anche senza furori liquidatori. Piuttosto, con la volontà di offrire ai visitatori anche molto giovani un'occasione di riflessione aperta prospetticamente da quegli anni fino al nostro presente. La mostra ripercorre gli anni Settanta attraverso alcune istallazioni dedicate a parole-chiave (viaggio, corpo, conflitto, corteo, performance) o a figure emblematiche (Moro, Pasolini) del decennio in questione. Nello stesso tempo, passa in rassegna ed espone, sottolineando le contaminazioni e le ibridazioni fra i vari linguaggi, quanto gli anni Settanta hanno espresso nel cinema e nella letteratura, nel design e nella musica, nell'arte figurativa e nel fumetto, nel teatro e nella moda, nel sistema mediatico e in quello tecnologico, nella comunicazione e nello sport.

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