Assenza, più Acuta Presenza

Gianluigi Colin si appropria delle icone di un tempo e viaggia oltre le apparenze

L'arte dello scatto possiede una natura ambivalente, manifestandosi da una parte come semplice immagine, che una volta visualizzata immediatamente si metabolizza e si dimentica e dall'altra come creazione che, se introdotta nei circuiti dell'arte, entra a far parte della storia della figurazione contemporanea. Questo accade oggi nella Galleria Fotografia Italiana.

L'ARTISTA - Gianluigi Colin è un'artista che ha sempre lavorato con le immagini essendo art director e responsabile dell'immagine del Corriere della Sera. Il convivere con l'arte grafica lo ha spinto ad iniziare un percorso artistico che dura ormai da dieci anni. Il suo viaggio estetico lo ha portato a distinguere, identificare nel mare delle fotografie, sigle, pubblicità il suo momento magico dove è scattata la molla estetica e la creazione è divenuta capolavoro ricco di significati.

ISPIRAZIONE E TECNICA - Colin prende come punto di partenza della sua ricerca creativa grandi opere del passato: Chagall, Matisse, Gaugain, Hayez, Picasso, capolavori considerati come punti di riferimento nella storia dell'arte e conosciuti dal grande pubblico. Rivisita queste opere attraverso la fotografia e la stampa chimica con l'obiettivo di colpire la memoria artistica dello spettatore e conferirgli un senso nuovo, costringendolo ad uno sguardo lungo e intenso. Le figure originarie, sempre le principali nella narrazione pittorica, vengono rimosse, come nel famoso Bacio di Hayez, e trasformate in sagome nere oppure sdoppiate, come alcune opere di Gaugain. Colin punta su immagini ovvie, icone note usurandole dell'eccessiva presenza e ponendo l'accento sulla loro assenza per scoprire una realtà nuova e viaggiare oltre le apparenze.

ASSENZA MAI COSI' VICINA - Ma il lavoro di Gianluigi Colin si fa carico di un messaggio che riguarda la vita di tutti i giorni. Le icone di un tempo sono soprattutto relazioni, rapporti umani: figure una accanto all'altra legate e coinvolte. E' la quotidianità che emerge dalle trasformazioni iconografiche dei grandi artisti del passato, la realtà che riguarda tutti noi fatta di perdite, di privazioni, di amputazioni delle relazioni che ci circondano, dove la sopravvenuta assenza non fa dimenticare, ma grida, invoca, geme per la passata presenza.
Come dice il poeta Attilio Bertolucci: "Assenza, più Acuta Presenza."

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