Recensione mostra Arcimboldo

Arcimboldo, finalmente!

A Palazzo Reale, un'esposizione rivela la complessità dell'artista milanese

News - Cultura
Passeggiando per le stanze di Palazzo Reale, tra i dipinti, gli schizzi, gli arazzi e i gioielli che compongono la mostra dedicata all'Arcimboldo, ci si rende conto del complesso e affascinante universo da cui proviene il pittore milanese. Per la prima volta la città dedica una personale a quest'artista colto e raffinato, protagonista della vita culturale del capoluogo lombardo e ospite degli Asburgo per circa venticinque anni. Influenzato da Leonardo, Arcimboldo influenzerà a sua volta Caravaggio.

LA MOSTRA - Il percorso espositivo inizia nella piazza antistante il palazzo, dove è collocata un'installazione in vetroresina dell'artista statunitense Philip Haas. Alta più di quattro metri, si ispira all'opera Inverno. Le nove sezioni della mostra ripercorrono l'iter di Arcimboldo contestualizzandolo nella realtà locale. Vengono spiegate le influenze che ebbero sul suo stile Leonardo, l'Accademia Val di Blenio, gli studi di illustri naturalisti come Ulisse Aldovrandi, l'amicizia con poeti e letterati tra cui Paolo Morigia, Giovan Paolo Lomazzo e Gregorio Comanini. Non manca una sezione dedicata alle arti suntuarie (oreficeria, miniatura, ricamo, eccetera), che rivela l'importanza della Milano cinquecentesca come centro produttivo di oggetti di lusso destinati alle corti europee.

TRA MILANO, VIENNA E PRAGA - Arcimboldo lavora diversi anni per gli Asburgo, a Vienna e a Praga. Realizza studi naturalistici, coreografie per cortei e feste e ritratti per Ferdinando I, Massimiliano II e Rodolfo II. I celebri volti composti di frutta, fiori, pesci e oggetti, a prima vista popolari e carnevaleschi, nascono da complesse e minuziose ricerche. Fonte inesauribile di stimoli sono le Kunstkammern, le collezioni di palazzo in cui potenti ricreano microcosmi da salotto. L'artista continua a lavorare per il sovrano anche quando torna definitivamente a Milano e viene nominato conte palatino per la sua fedeltà.

TRA LEONARDO E CARAVAGGIO - Arcimboldo è influenzato dalla poesia burlesca, dal carnevale ma anche dalle Teste caricate di Leonardo Da Vinci, disegni in cui il genio toscano inventa personaggi umani con nasi deformi e menti pronunciati. Attraverso la concordia discors, l'armonia di elementi diversi tra loro, Arcimboldo eleva il registro comico e getta le basi per un superamento dei limiti di genere. Con Caravaggio la distinzione tra soggetti "alti" e "bassi" viene definitivamente liquidata: tutto è degno di essere rappresentato, l'umile come il ricco, gli ortaggi come i broccati, i bassifondi come palazzi.

I quadri di Arcimboldo non sono semplicemente bizzarri. Sotto la loro grottesca comicità nascondono sfumature scientifiche e allegoriche. L'esposizione di Palazzo Reale è un'occasione preziosa per scoprire l'importanza di un autore rivalutato solo in anni recenti. E per immergersi nell'atmosfera della Milano cinquecentesca, sospesa tra ricerca scientifica e feste sfarzose.
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