Milano Film Festival... e 16

Direzione rinnovata per la kermesse cinematografica che ora punta in alto. Special guest: Jonathan Demme

Ha già sedici anni ma non perde occasione per riservare sorprese e novità: è il Milano Film Festival (MFF), la kermesse milanese in programma dal 9 al 18 settembre. L'edizione 2011 si rinnova a partire dai vertici, con i giovanissimi direttori Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini. E con tre location che si affiancano agli storici Teatro Strehler, Teatro Studio e Parco Sempione: i cinema Anteo, Rosetum e Auditorium San Fedele. Aumentano poi i lungometraggi in concorso, non più dieci ma quindici: "Una scelta obbligata – spiega Rossini – per la qualità dei lavori vagliati per la selezione dei film in concorso".

FOCUS SU DEMME - MFF è un appuntamento fisso per moltissimi giovani (e non solo). Ventimila le presenze contate alle proiezioni dello scorso anno, ma non sono solo queste ad attirare il pubblico. Ci sono le retrospettive e gli ospiti, ad esempio. E quest'anno i grandi nomi non mancano di certo: guest star è infatti Jonathan Demme (Il silenzio degli innocenti, Philadelphia), cineasta non ostile ai circuiti mainstream che ha saputo coltivare una sua vena autoriale. Del regista viene presentata per la prima volta l'opera omnia, con un occhio di riguardo per la produzione documentaristica prestata al mondo della musica. Demme è infatti un cultore di Neil Young e proprio a Milano verrà presentato (il 17 settembre al cinema Anteo, a seguire incontro con l'autore) in anteprima europea Neil Young Life, ultimo capitolo di una trilogia di documentari dedicati al cantautore canadese.

LE CHICCHE - Altro ospite, altra retrospettiva, stessa musica, per così dire: atteso al MFF è anche Randall Poster, music supervisor delle pellicole di Todd Haynes, Wes Anderson e Martin Scorsese. In pratica il consulente musicale a cui i registi si rivolgono per inserire nelle loro opere una canzone anziché un'altra. Lavoro facile? Lasciatelo dire a lui, nella lezione che terrà mercoledì 14 settembre al Teatro Studio. Un altro grande nome in lista è quello di Werner Herzog, che non sarà presente in carne e ossa ma attraverso la sua ultima creatura: Cave of forgotten dreams, un documentario in 3D sulla grotta francese di Chauvet, celebre per i dipinti preistorici (13 settembre, Anteo). Ancora spazio ai documentari con la presentazione di Inside Job, premio Oscar 2011 nella categoria doc, sul crack finanziario del 2008 (9 settembre, Teatro Studio).

MILANO E IL CINEMA - A fare il punto della situazione, prima del taglio del nastro del MFF 2011, è il patron Beniamino Saibene, che afferma: "In tutti questi anni siamo rimasti underground, forse senza volerlo. È ora di uscire allo scoperto". A plaudire le intenzioni della kermesse, l'Assessore alla Cultura Stefano Boeri, che coglie l'occasione per spiegare le linee guida del suo mandato rispetto al tema del cinema a Milano: "Questa città non ha un'identità cinematografica, come accade per Venezia o Roma o Torino. Occorre allora rafforzare eventi come il Milano Film Festival, rafforzare il valore di  premio e giuria. Bisogna poi creare un luogo per il cinema e capire il ruolo che quest'arte può avere nella narrazione della cronaca cittadina". Milano è stata ed è tuttora set di fiction e film, ma – e i milanesi lo sanno – non basta. Che inizi davvero una nuova stagione in cui parlare di industria cinematografica milanese significhi qualcosa?

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