L'Epifania fuori Milano: Grognardo (AL)

Da un presepe vivente piemontese arrivano i Magi a Il Fontanino di Grognardo portando in dono ricordi, antichi sapori e la voglia di stare insieme

La Befana si porta via con prepotenza tutte le feste. Eppure a Grognardo (AL), graziosa località dell'alto Monferrato a pochi passi da Acqui Terme, l'aria festosa sembra non essersi rarefatta. Siamo in Piemonte, nella provincia di Alessandria, lontano più di cento chilometri dal caos metropolitano milanese. Sarà l'aria pulita, sarà il paesaggio boscoso ricco di caprioli, cinghiali e flora splendente, sarà la tranquillità che si respira, ma qui ti viene voglia di fermarti.

E' quasi ora di pranzo quando arrivo a Il Fontanino, accogliente struttura gestita dalla Pro Loco, che dal 1964 è un punto di ritrovo per la piccola comunità di Grognardo. "Il nome del caseggiato, che offre servizio di pizzeria da aprile ad ottobre,  - ci spiega il Presidente della Pro Loco Eugenia Ascoli -  deriva dalla storica e lggendaria fonte di acqua ferrosa che vi sorge accanto, che la famiglia dei Beccaro trasformò in un punto di ritrovo per i turisti di un tempo". Il rischio è rimanere senza pranzo visto che in questo periodo non c'è attività di ristoro. Tuttavia, la comunità di Grognardo mi invita a partecipare all'annuale assaggio di pizza ed antipasti locali previsto per il 6 gennaio.

Accanto al focolare spiluccando tranci caldi di pizza e prelibatezze locali, i giovani del paesino piemontese mi raccontano con orgoglio del presepe vivente che, ogni anno nei giorni precedenti al Natale, trasforma questa zolla di terra dell'alto Monferrato in uno scenario coreografico della natività. Sorseggiando un delicato vino dolcetto d'ovada Rizzola dei vigneti della vicina Morsasco (AL), gli invitati si riappropriano di antichi sapori alla ricerca delle proprie radici: conti in sospeso tra nobiltà e vecchi feudatari, belle massaie che andavano al fontanino per trovare l'acqua a temperatura costante, sommosse che diventarono rivoluzioni, remote leggende dell'immaginario locale, l'oltraggioso oscurantismo della Torino dei Savoia alla vigilia dell'unità d'Italia, a discapito del potere politico monferrino.

"Produciamo vino da oltre trenta anni - ci spiega Paolo Rizzola - e con le 16.000 bottiglie annue siamo riusciti a ritagliarci una clientela scelta in ambito regionale.  Preferiamo mantenere una produzione media pur di non perdere la qualità. Puntiamo a Milano, come prossima tappa per la distrubuzione del nostro vino". Oramai Aprile non è molto lontano per vedere Tito che sforna dal forno a legno accattivanti pizze di ogni tipo o prepara la tradizionale farinata di ceci.

Qui a Grognardo il tempo sembra essersi fermato così come ogni dettaglio della vita quotidiana che scorre pacifica e beata. Quando lascio l'alto Monferrato, il sole sta calando mentre il mio sguardo si posa sulle colline piemontesi decantate dal Pavese e da una radio esce la voce roca di Paolo Conte che dipinge come un acquerello le campagne astigiane. La Befana oggi si è trasformata in una bella signora mentre uno spicchio della mia anima è rimasto per sempre a Grognardo, nella casa di ogni persona, nello sguardo di quei bambini che ho visto giocare, nel calore e nell'umanità di quella gente.    
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