Weekend da prima visione

Cerbiatti, amori e voglia di vendetta per un fine settimana al cinema

L'attesa è stata lunga ma dopo 64 anni la Walt Disney ha riportato sul grande schermo Bambi, il cerbiatto che con la sua storia commuovente ha fatto finire in lacrime milioni di bambini. Per il sequel Bambi e il grande principe della foresta (**), diretto da Brian Pimental, questa volta i riflettori puntano al recupero del rapporto tra il dolce cerbiatto e suo padre. Dopo la morte della madre, Bambi viene a sapere che il padre è il Grande Principe della foresta. Il rapporto acquisterà solidità soltanto alla fine di questo viaggio, che diventa per il cucciolo una sorta di percorso volto alla crescita. Staccandosi dall'animazione digitale, la Disney torna a realizzare un film alla vecchia maniera, anche se la sceneggiatura in certi punti presenta qualche vuoto. Bastano eccessivi spasimi o occhiate sdolcinate a creare un buon film d'animazione, o meglio un sequel di uno dei capolavori animati del secolo scorso?

Stupisce lo spettatore invece Tom Lee Jones, volto di film da cassetta, che per il suo esordio dietro la macchina da presa sceglie un film difficile: Le tre sepolture (***). Un western moderno, atipico ed affascinante dove al centro della trama c'è la denucia nei confronti della polizia texana che non tutela i clandestini messicani, spesso privati persino di una sepoltura a seguito di morte improvvisa o illeggittima. Il film, ambientato tra Texas e Messico, ha i momenti più belli nel secondo tempo, dove lo spettatore viene rapito da questo "mini road movie", pieno di campi lunghi e suggestive visioni. La pellicola si è aggiudicata il premio come miglior sceneggiatura allo scorso Festival di Cannes.

Joe Wright confenziona invece una bella versione cinematografica di una pietra miliare della letteratura inglese: Orgoglio e Pregiudizio (***1/2), tratto dall'omonimo romanzo di Jane Austen. Il film, che ha già quattro nomination agli Oscar, racconta la storia della famiglia Bennet, la cui principale preoccupazione è quella di far maritare le figlie. Nel cast si segnalano Keira Knightley e Matthew Macfyden. Per farla breve, è un prodotto ben confezionato. In qualche momento con eccessi da buon calligrafico, Wright si rivela un buon artigiano a servizio del moderno cinema britannico. Da lodare le scenografie e i costumi, che non sarebbero dispiaciuti alla Austen. Prima di andare in sala, si consiglia la lettura del romanzo, anche perché questo è il classico film per chi volesse dichiarare il proprio amore all'altra metà.
 

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