Cinema

Weekend da prima visione

Thriller, amore, passioni, intrighi da vedere sul grande schermo ma senza perdere la voglia di ridere

Potrebbe essere il film dell'anno, e dopo il Leone d'Oro alla passata edizione del Festival di Venezia e il recente Golden Globe, il taiwanese Ang Lee punta a portarsi a casa un mucchietto di statuette alla prossima edizione degli Oscar: otto nomination per il premio più ambito non sono poche. Un western atipico, tratto da un racconto breve pubblicato sul quotidiano "The New Yorker", è I segreti di Brokeback Mountain (**1/2) . Nell'estate del 1963, a Signal, nel Wyoming, Ennis e Jack, due giovani mandriani, si incontrano mentre sono alla ricerca di un lavoro sicuro. Il proprietario di un ranch li assume e li invia come mandriani ai piedi della Brokeback Mountain. Tra i due, soli per tutta l'estate, nasce un'amicizia intensa che in breve tempo si trasforma in amore vero e proprio. Lee ritrova sul suo percorso il tema delicato dell'omosessualità, anche se in alcuni punti la sceneggiatura è poco convincente ed è prevedibile. E' un buon film ma non è un capolavoro, anche se in questo momento rischia di essere sopravvalutato. Sarà "l'euforia da Oscar" o la nostra voglia di rispolverare tematiche sociali? C'è una denuncia velata contro lo star system hollywoodiano, che obbliga ancora il divo a celare la propria omosessualità.

Woody Allen è ritornato dietro la macchina da presa in piena forma con il suo ultimo film Match Point (***). Il cineasta americano, da sempre snobbato dai suoi compatrioti (non si è mai profeti in patria?), omaggia l'Europa ambientando e girando la sua pellicola interamente a Londra. La scalata al successo dell'ex-tennista Chris Wilton e la contesa tra due donne trasformerà un'esistenza in tragedia. Intenso film, ricco di spunti interessanti, Match Point mette al bando chiunque voglia fare il passo più lungo della gamba, mettendo in risalto ancora una volta che il mondo dell'upper-class britannica è blindato fino al midollo. La ferocia e l'ambizione a volte può raggiungere limiti paradossali, anche con alcune battute umoristiche che hanno il sapore del vecchio zio Woody. Da segnalare le interpretazioni di Scarlett Johansson, Jonathan Rhys-Meyers e Emily Mortimer.

Non sempre le ciambelle riescono con il buco. Non recita forse così un vecchio detto? Mi pare che questa espressione calzi a pennello anche per alcuni sequel come Ecceziunale veramente - capitolo secondo...me (*1/2) che ripropone  sul grande schermo il tifoso terrunciello di Diego Abadantuono. I Vanzina Brothers rispolverano un classico della commedia popolare italiana degli anni del riflusso e cercano di dare un continuo alla storia. La parola d'ordine è ancora una volta "Viulenzaaaaa" con Abadantuono nei panni di un capo ultras milanista (cosa si prova a scoprire che il figlio è interista?), un juventino sfegatato e un interista che attende un miracolo. I primi venti minuti sono pieni di battute divertenti ma la sceneggiatura è davvero molto povera. Sembra che il film subisca un'improvvisa interruzione alla fine, che può essere motivata soltanto con l'ipotesi di un terzo capitolo. Nel cast ci sono anche il partenopeo frizzantino Carlo Buccirosso e la romana "ciaciona" Sabrina Ferilli.

Alla vigilia della vittoria politica di Hamas che riporta sotto i riflettori la questione palestinese, Steven Spielberg fa centro con Munich (***1/2), che racconta con rigore e maestria gli avvenimenti che sono susseguiti all'uccisione degli 11 atleti israeliani da parte dei palestinesi, in occasione delle Olimpiadi di Monaco del 1972. Una scelta coraggiosa quella del regista di Cincinnati che torna al film di denuncia, dove il messaggio mi sembra chiaro: la violenza può portare soltanto altra violenza. E così le vittime diventano inevitabilmente carnefici mentre tra spari e uccisioni non c'è alcuna via di scampo. Nessuna presa di posizione determinante e la riflessione finale resta allo spettatore. Da segnalare l'omaggio ad Alfred Hitchcock, maestro del brivido, con un'intera sequenza sul tema della "suspense". Di forte impatto è anche la colonna sonora di Williams.

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