Cinema

Venezia è donna

Coppa Volpi a Ksenia Rappoport per "La doppia ora" e un premio a Jasmine Trinca. Ma "Lebanon" si porta a casa il premio maggiore

La giuria capitanata da Ang Lee ha assegnato il Leone d'oro della 66ma Mostra del Cinema di Venezia a un film israeliano, Lebanon. Ambientato durante la prima guerra del Libano, nel 1982, i protagonisti sono un gruppo di giovanissimi soldati a bordo di un carro armato. Durante una missione cadono in una trappola e, circondati dai nemici, non possono fare altro che aspettare la fine. Un'opera che poteva facilmente cadere nelle grinfie di interpretazioni politiche discordanti, mentre il regista Samuel Maoz voleva semplicemente confezionare un film che parlaresse al cuore delle persone: "Spero che Lebanon possa aprire la mente delle persone e contribuire alla fine della guerra. E spero davvero che questo sentimento possa arrivare in tutto il mondo".

DONNE ALLA RISCOSSA - Le Coppe Volpi ai migliori interpreti sonon state conferite a Colin Firth e Ksenia Rappoport. Firth, non più solo il Mr. Darcy di Bridget Jones, era protagonista dell'opera prima dello stilista Tom Ford, A single man. Ovvero, interpretava un professore inglese omosessuale: colpito dalla morte improvvisa del suo compagno, si confida con la sua migliore amica. Sullo sfondo, l'America del 1962, la Guerra Fredda e il suo clima di paure che spingono verso l'intolleranza e la violenza. Con quello a Ksenia Rappoport arriva il primo riconoscimento al cinema italiano: l'attrice, che esordiva tre anni fa con La sconosciuta di Tornatore, era la Sonia de La doppia ora, sull'incontro tra la giovane donna e un ex poliziotto. A Marcello Mastroianni è intitolato il premio al miglior attore emergente della kermesse: ad aggiudicarselo un'emozionata Jasmine Trinca, sul Lido con Il grande sogno di Michele Placido.

QUANDO VINCE LA COMMEDIA - Infine, il premio speciale della giuria al tedesco (di origini turche) Fatih Akin. Classe 1973, a Venezia cercava la sua consacrazione, dopo le ottime recensioni al suo La sposa turca del 2004. Quest'anno si è guadagnato i favori dei giurati con Soul Kitchen, storia di un ristoratore che vuol lasciare la Germania per seguire la fidanzata a Shanghai. L'improvvisa ricomparsa di suo fratello, un criminale da quattro soldi, renderanno il viaggio in Cina più complicato del previsto. Soul kitchen ha i toni leggeri della commedia e per questo Akin non si aspettava un riconoscimento tanto importante, riservato in genere a pellicole di maggior peso.

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