Recensione The Double

The Double: doppie identità e colpi di scena

Richard Gere è un ex agente della CIA in bilico tra il bene e il male

News - Cinema
Dopo aver interpretato il poliziotto disilluso di Brooklyn's Finest, presentato fuori concorso a Venezia nel 2009, Richard Gere ritorna sul grande schermo con The Double, diretto da Michael Brandt. L'ex American gigolò veste i panni di Paul Shepherdson, un agente della CIA in pensione, richiamato in servizio per aiutare il giovane Ben Geary, dell'FBI, interpretato da Topher Grace (Spiderman 3, Predators).

CIA & FBI - L'alleanza tra l'agenzia di spionaggio statunitense e l'ufficio federale di investigazione è la scelta strategica per catturare la spia russa Cassio, nonostante sia stata data per morta più di vent'anni prima per mano di Shepherdson. Si tratta di uno spietato criminale, uomo di punta di un gruppo di killer ribattezzati con i nomi degli assassini di Giulio Cesare. Ambientato ai giorni nostri, The Double è un thriller "commerciale", che vede riunita la coppia Michael Brandt e Derek Haas, dopo gli script di Wanted e Quel treno per Yuma.

TU QUOQUE, BRUTE, FILI MI! - Tra colpi di scena (per evitare fastidiosi spoiler, si sconsiglia la visione del trailer) e scheletri nell'armadio, la pellicola scorre a singhiozzo a causa di una sceneggiatura a tratti confusa e noiosa. Gere regge bene la parte, ma il suo collega Grace è poco credibile nei panni del duro. Eccellenti invece il veterano Martin Sheen (Apocalypse Now, Wall Street, Prova a prendermi, The Amazing Spider-Man), ex capo di Shepherdson, e Stephen Moyer (Priest, True Blood), il sicario soprannominato Bruto. Consigliato? Nì: ideale per una serata tra amici. In sala dal 9 marzo.
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