Looper recensione

Cinema

Se il futuro torna indietro

Nel fantascientifico "Looper", Bruce Willis e Joseph Gordon-Levitt devono destreggiarsi tra viaggi nel tempo e bambini paranormali

Può un film apparire originale senza esserlo realmente? Dopo aver visto Looper, il nuovo fantascientifico action-thriller interpretato da Bruce Willis e Joseph Gordon-Levitt, verrebbe da rispondere di sì. Perché, nonostante gli evidenti rimandi a pellicole che hanno reso memorabili i viaggi nel tempo (Terminator e Ritorno al futuro su tutti), lo sceneggiatore e regista Rian Johnson riesce a spiazzare lo spettatore offrendo continui spunti di riflessione.

La storia è ambientata nel 2044. La criminalità organizzata conta nelle proprie file dei sicari molto particolari, i looper, incaricati di uccidere uomini provenienti dal futuro. Tutto si complica quando Joe (Gordon-Levitt, già visto in Inception e Il Cavaliere Oscuro - Il Ritorno) deve giustiziare la sua versione adulta (un Bruce Willis furioso più che mai), pronta a vendicarsi e a cambiare il suo destino. Fin qui il plot potrebbe far pensare al classico film pieno di sparatorie e di inseguimenti, ma nella seconda parte la pellicola cambia registro, puntando su temi più introspettivi e dark, con Emily Blunt (Il Diavolo veste Prada) nei panni di una madre disposta a tutto per il suo inquietante figlioletto. Lo scontro tra i due protagonisti, facce della stessa medaglia (Levitt recita con un make-up che lo rende simile al Willis che fu), è particolarmente affascinante e con un inaspettato finale. Pochi (e talvolta poco riusciti) gli effetti speciali, più interessante la considerazione finale: saremmo in grado di migliorare il nostro futuro, se solo potessimo conoscerlo?

Al cinema dal 31 gennaio.

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