Rassegna(moci) al 2009... al Cinema!

Al via la rassegna sul "Dio Pop" Andy Warhol e la sua Factory allo Spazio Oberdan, che recupera anche le produzioni di Mike Leigh

Si apre con due rassegne molto interessanti il calendario 2009 della Fondazione Cineteca Italiana: dal 7 al 25 Gennaio Mike Leigh, regista esponente di quella British Renaissance degli anni '80 - '90 cui l’ultimo Festival di Torino ha dedicato un'intera retrospettiva; dal 7 al 17 Gennaio l'imperdibile progetto di Sergio Fant - già in parte visto durante la scorsa edizione del Biografilm Festival  a Bologna: Pop lives! Warhol, le superstar e la Factory.

MILLE STORIE IN UNA FACTORY – Chissà quanta vita è passata attraverso la Factory, un luogo, una “famiglia”, un’officina creativa, un momento storico. Il quartier generale di Andy Warhol fu l’epicentro del terremoto culturale che si diffuse in tutto l’Occidente dal 1963 al 1968. La Cineteca Italiana di Milano riunisce i documentari biografici che alcuni registi hanno realizzato per raccontare le vite degli artisti, delle muse, dei “viveur” e degli scioperati che trascorrevano le loro vite intorno all’inquieta Factory, ma non solo. Per capire Warhol e il mondo in cui - e grazie al quale - realmente divenne il re della cultura pop, Spazio Oberdan accompagna questa ossatura con alcuni film sperimentali girati alla Factory da maestri del cinema underground, naturalmente habituées del covo warholiano, come Jonas Mekas e Marie Menken.

POCHI MA BUONI – Per tutto il mese di Gennaio una rassegna su Mike Leigh permette di gustare quasi tutti i suoi lungometraggi. Approdato al cinema dopo una lunga parentesi televisiva dal 1972 al 1988, Mike Leigh recupera ben presto e fa rinascere il realismo al cinema dirigendo lungometraggi, alcuni dei quali vincitori di importanti premi. Naked si aggiudica nel 1992 la Palma d’Oro a Cannes, mentre Segreti e bugie ha ottenuto nel 1996 il Gran Premio della Giuria sempre sulla Croisette; nel 2004 Il segreto di Vera Drake ha trionfato a Venezia. Con Topsy-Turvy - Sotto-Sopra si aggiudica nel 1999 l'Oscar per i migliori costumi. Il suo esordio alla regia cinematografica è rappresentato da Momenti tristi (1971) ritratto della Londra triste e povera, fatta di sobborghi e di esistenze avvilite e celate, divenuto manifesto della sua poetica. Più bizzarro ed eccentrico di Ken Loach, ma idealmente molto simile al regista connazionale e quasi coetaneo, lo scorso anno Mike Leigh ha diretto La felicità porta fortuna - Happy-Go-Lucky, purtroppo non in rassegna, ma ancora in programmazione nelle sale, vincitore di un Orso d’Argento a Berlino.

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