Poesia, action o trash?

Giorni e nuvole di Silvio Soldini, 2061 - Un anno eccezionale di Carlo Vanzina e The Bourne Ultimatum di Paul Greengrass

Silvio Soldini affronta la precarietà lavorativa in Giorni e Nuvole, i Vanzina brothers inciuciano nel viaggio picaresco di 2061- Un anno eccezionale e l'action movie affonda con The Bourne Ultimatum.

GIORNI E NUVOLE - La precarietà contagia tutte classi sociali, e non risparmia neppure una coppia borghese genovese, che va in crisi quando lui perde il lavoro. Lui è Antonio Albanese, lei è Margherita Buy, e il "terzo incomodo", cioè il regista, è Silvio Soldini che firma il nuovo film Giorni e nuvole. Un film delicato e romantico che fotografa la realtà di oggi con stile sobrio, dove la macchina da presa a mano sta di continuo addosso ai personaggi, li segue in ogni angolo, ne ingrandisce le emozioni e le paure, denudandone la fragilità. Albanese è monocorde, la Buy è nell’involucro dei suoi soliti personaggi, ma la coppia funziona e il film riesce con questa Genova di sfondo, in cui certe inquadrature mettono a confronto paesaggio e stati d’animo.

2061, UN ANNO ECCEZIONALE - Un'armata Brancaleone da terzo millennio è quella proposta dai fratelli Vanzina nel nuovo film 2061- Un anno eccezionale. In una veste trash in bilico tra l’apocalittico Mad Max e il fantascientifico Fuga da New York, è il viaggio picaresco al centro di questa pellicola: in un futuro immaginario l'Italia si ritrova frammentata e così un gruppo di scalmanati, capeggiati da Diego Abadantuono, attraversano la penisola da Sud a Nord per tentare di riunificarla. Nonostante Abadantuono riesumi la comicità del suo mitico personaggio Attila, 2061 è il tentativo poco riuscito di fotografare la cialtroneria e l'arroganza del Belpaese strizzando l'occhio a maestri come Mario Monicelli, ma con battute scontate e situazioni prevedibili.

THE BOURNE ULTIMATUM - Un film d'azione non può essere soltanto fatto dall'andamento spericolato di una steadycam. Una macchina da presa a mano non può correre all'impazzata, inseguendo un mucchio di personaggi con un motaggio serrato, valore nutrizionale dello script. Questione di stile? Dovremmo chiederlo al regista Paul Greengrass, che firma il terzo capitolo, The Bourne Ultimatum - Il ritorno dello sciacallo, della saga dedicata all'agente Jason Bourne. Naturalmente c'è sempre lui, Matt Damon, nei panni del personaggio nato dalla penna di Robert Ludlum. Sarà stato pure campione di incassi negli USA, ma questo action movie sopravvive solo per gli effetti speciali e per il ritmo vertiginoso.  

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