Orsi e Web a Berlino

Vincitori, novità e segnalazioni dal festival cinematografico mitteleuropeo

Febbraio è ricco di premi per il cinema, da una parte all'altra dell'Oceano. Se sulla costa americana del Pacifico pubblico e addetti ai lavori tirano un sospiro di sollievo per l'80ma  cerimonia degli Oscar scampata allo sciopero degli sceneggiatori, il Vecchio Continente celebra con gli Orsi d’oro e d’argento il miglior cinema passato alla 58ma Berlinale.

SEGNALI DA BERLINO - I passaggi più significativi al Festval del cinema di Berlino sono stati sicuramente quelli del regista Paul Thomas Anderson, che ha ritirato il premio di miglior regista grazie al suo Il Petroliere, e quello glamour di Madonna, che ha scelto di presentare nella capitale mitteleuropea il suo primo film: Filth and Wisdom, pellicola che ha sorpreso i critici, qualcuno ha persino insinuato che la vera mano  dietro al film non fosse la sua. Per l'Italia il cartellone non è stato avaro: oltre a Caos Calmo, che non ha suscitato particolari interessi, un Orso alla carriera per Francesco Rosi (Le mani sulla città, La tregua). Ancora, era in concorso Cuore di fuoco di Luigi Falorni e un paio di documentari. Improvvisamente l'inverno scorso è di Luca Ragazzi e svela il viaggio di una coppia di omosessuali nell’Italia dei DiCo e nell’omofobia.

IL PESO DI INTERNET -  Più sui generis  quello di Isabella Rossellini: Green Porno. Si tratta di 8 corti della durata di un minuto ciascuno che documentano la vita sessuale di altrettanti insetti e animali, interpretati, diretti e ideati dalla stessa Rosselini. Caso curioso si direbbe, specie considerando la scelta distributiva di Green Porno, che passerà sul web e sarà scaricabile anche dai telefonini, come già appunto alcuni porno dalla durata brevissima. Attraverso la distribuzione dunque, Internet avrà un peso sempre più crescente nel mondo del cinema (al di là della pirateria si intende). Anche Madonna ha dichiarato: “Pensiamo di mandare il film su internet, perché amo le cose poco convenzionali e internet non è convenzionale” . Caso anomalo anche quello di Tropa de elite: la denuncia espressa dal film lo ha reso un'opera scomoda. Registrato su un'unica copia, è stata fatta sparire forse dall’autorità. Eppure copie pirata hanno cominciato a circolare, anche in rete, così è diventato un caso prima ancora che vedesse la luce in una sala cinematografica.

ORSI IMPEGNATI - La giuria della Berlinale ha voluto in ogni caso premiare opere di denuncia, conferendo l'Orso d’oro al brasiliano Tropa de elite e quello d’argento al documentario Standard Operating Procedure. Il primo testimonia i metodi violenti del Bope, un corpo di polizia che opera nelle favelas di Rio de Janeiro a caccia di criminali, l’altro mostra le violenze del carcare di Abu Ghraib. Due pellicole, un solo interrogativo: qualunque mezzo è legittimo pur di assicurare sicurezza e libertà?

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