Cinema

Non solo Cineteca

Una piccola rassegna non solo milanese ripropone i top film made in Italy dello scorso anno e offre una boccata d'aria fresca ai cinefili più curiosi

Chi l'ha detto che una cineteca debba essere solo un archivio di vecchi film? Con questo spirito la Cineteca Oberdan manda avanti da sei anni la rassegna Il Cinema Italiano visto da Milano, anche se forse sarebbe corretto sostituire al nome della città quello della regione Lombardia, poichè le proiezioni interesseranno anche Como e Paderno Dugnano. In ogni caso, si tratta dell'occasione per rivedere il top della produzione nostrana su pellicola e qualche chicca, ma è anche il momento giusto per fare qualche bilancio. Fino al 2 febbraio, oltre a I centochiodi, In memoria di me o La giusta distanza, saranno proiettati anche alcune interessanti novità.

PASSIONE DOCU - Minimo comune denominatore delle proiezioni è la volontà di dare spazio a quei prodotti che difficilmente riescono ad avere diffusione capillare nelle sale, non per la loro scarsa qualità, ma per la difficoltà di avere un posto al sole nei canali distributivi. Con queste premesse, la rassegna dà risalto ad un genere che presenta oggi uno scenario quanto mai vivace anche nel contesto italiano: il documentario. Sono 13 i titoli presenti in cartellone, tra questi si va da In fabbrica di Francesca Comencini, già presentato al Festival di Torino, a Giuni Russo. La sua figura, di Franco Battiato; da Parole Sante di Ascanio Celestini  a Meglio esser Chiari di Cecilia Fromenti, che ricorda lo showman Walter Chiari.

ARIA FRESCA - Come ha riconosciuto l'assesore regionale alla cultura Massimo Zanello  "La Cineteca di Milano si è lasciata guidare dalla curiosità verso nuovi autori, valorizzandoli, senza accontentarsi di conservare e restaurare film, ma occupandosi di lanciare anche nuove proproste" e sulla scia di queste dichiarazioni, saranno proiettati 6 lavori di altrettanti cineasti nell'ambito del concorso Rivelazioni. Tra queste, Ossidiana di Silvana Maja, che offre uno spaccato della condizione femminile nella Napoli del '57 attraverso le vicende di Maria, o Valzer di Salvatore Maira, che racconta di come possa cambiare in fretta la vita di alcuni uomini e donne, raccolti tutti nello stesso albergo. Tutti gli autori delle opere, così come quelli dei documentari, saranno presenti in sala durante la proiezione.

QUATTRO CHIACCHERE COL REGISTA - Non è certo un caso che la manifestazione cinematografica avvenga all'inizio del 2008, altro obbiettivo degli organizzatori è infatti svluppare un dibattito sullo stato di salute del cinema italiano e allo scopo cosa c'è di meglio che radunare gli addetti ai lavori? Sabato 2 febbraio alla Cineteca si incontrano allora molte firme del nostro cinema: da Carlo Lizzani a Gabriele Salvatores, ognuno per dire la sua su un tema che non smette mai di far discutere, la crisi che impedisce alla cinematografia di sfornare capolavori, quelli (loro sì) davvero indiscutibili.

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