Cinema

Leonardo Pieraccioni

L'attore-regista toscano mette sotto l'albero del botteghino natalizio una nuova commedia con Laura Torrisi, ex Grande Fratello

L'ottava prova da regista di Leonardo Pieraccioni esce nel momento più caldo per i botteghini italiani, le feste di Natale. La pellicola in questione si intitola Una moglie bellissima e conta la presenza di fidati amici di Pieraccioni: Massimo Ceccherini e Rocco Papaleo. E poi c'è anche un Gabriel Garko per la prima volta alle prese con una commedia, l'esordiente Laura Torrisi e piccole parti per Francesco Guccini e Tony Sperandeo.

Una moglie bellissima è la classica commedia alla Pieraccioni, ma c'è qualche elemento che la rende diversa dalla altre?
"Io e Giovanni Veronesi abbiamo cominciato a scrivere il film là dove finivano gli altri. Nel senso che ci siamo chiesti cosa succedeva ai nostri vecchi protagonisti dopo aver conquistato la loro bella. Che succede dopo? Vivranno felici e contenti? Forse, infatti Mariano e Miranda sono un po' Minnie e Topolino, a un certo punto però arrivano le difficoltà".

Infatti i due protagonisti sono una coppia felice alle prese con i problemi di tutto: il mutuo, i sogni da realizzare... ma dopo 10 anni di matrimonio però arriva la svolta: la proposta di un calendario sexy per Miranda. Però nel film non ci si sofferma troppo sul calendario in sè...
"Infatti. Una moglie bellissima parla di amore, come dicevo prima, e poi parla, con sottile ironia, dei 12 mesi di celebrità, invece dei 15 minuti di cui parlava Warhol, che capitano a questa ragazza di provincia. Una celebrità che capita al di là del talento".
 
I tuoi film sono sempre ambientati in piccoli paesi, sembrano quasi fuori dal tempo...
"Il mondo della provincia era congeniale al film, e poi è lì che si trova il senso del rispetto e del perdono. Gli amici di Mariano e Miranda capiscono l'errore ingenuo del calendario e riaccolgono subito prima lui e poi, dopo tutto quello che le capita, anche Miranda. E poi mi piace raccontare il "popolo", con i suoi divertimenti semplici, come il campeggio, e il mercato, il fruttivendolo..."

Nel film compaiono Francesco Guccini nella parte di un regista di teatro e Tony Sperandeo in quelli di un prete in crisi. Perchè?
"Per Guccini ho una venerazione, lui mi ha capito e si fida di me, sul set viene per divertirsi. Purchè non si giri troppo lontano da casa sua. Ho voluto il personaggio del prete che perde la fede perchè mi piaceva il parallelo tra lui e Mariano, che a un certo punto si chiede se Miranda sia davvero la donna della sua vita".

Per concludere, cosa vuoi dirci del tuo personaggio, Mariano?
"Intanto è un 42enne (come me), quindi fa un po' meno il Peter Pan. Dopo il calendario viene colpito dalla sindrome del fidanzato di Miss Italia, che ha la scadenza, come la mozzarella: dopo la celebrità di Miranda è destinato a venir piantato dalla moglie. E poi Mariano ha il senso del perdono. Un parroco d'infanzia un giorno mi disse che avrei dimostrato di amare davvero la mia ragazza soltanto se avessi saputo perdonarla all'occasione giusta. L'amore più bello della vita è quello che supera lo sconquasso".

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