Recensione The Amazing Spider man

Cinema

La tela del Ragno

The Amazing Spider-Man: cupo rilancio per il supereroe Marvel

Ben cinquant'anni anni fa Stan Lee e Steve Ditko creavano il supereroe di punta della Marvel, l'Uomo Ragno. Appena dieci anni fa veniva realizzato il primo episodio su Peter Parker e il suo alter ego per mano di Sam Raimi, autore di una buona trilogia. Oggi la Sony affida il reboot dell'eroe in calzamaglia rosso e blu a Marc Webb, regista di The Amazing Spider-Man, nelle sale dal 4 luglio.

DIETRO LA MASCHERA - Diversi i punti forti di questa rilettura. A partire dall'azzeccato cast, in cui spicca Andrew Garfield, perfetto nei panni di Peter Parker. L'attore di The Social Network vince nettamente la sfida con Tobey Maguire: possiede il carisma giusto ed è fisicamente identico al personaggio disegnato da Ditko nel 1962. Emma Stone (The Help, Easy Girl) è un'impeccabile Gwen Stacy, prima fidanzata di Peter mentre Rhys Ifans (Notting Hill, Anonymous) sa far paura nei panni del malvagio Dr.Connors, alias Lizard. Altro punto a favore va proprio all'eroe Spider-Man: le sequenze action, le pose plastiche, lo splendido costume in spandex e il 3D funzionale nelle scene in volo, comprese quelle in soggettiva, sono un piacere per gli occhi.

POTERI E RESPONSABILITÀ - Buono ma indisciplinato, coraggioso ma vendicativo, nerd ma sportivo. Questo nuovo Peter ha un profilo psicologico-caratteriale che potrebbero far storcere il naso ai puritani del fumetto. Ma è proprio questo che lo rende decisamente attuale. Perfino il celebre motto "ragnesco" sui grandi poteri ("da un grande potere derivano grandi responsabilità", ndr) viene sostituito da nuovi concetti, pur mantenendo i medesimi rimandi. Tutto questo per evitare forse continui paragoni con il primo Spider-Man, anche se aleggia un senso di deja-vù per buona parte della pellicola. 

WEB(B) OF SPIDER-MAN - L'unico neo è proprio questo: la genesi dell'eroe è pressoché identica rispetto a quella raccontata da Raimi, se si esclude il tentativo di Webb di approfondire la scomparsa dei genitori di Peter. Il regista, alla sua seconda opera dopo il gioiellino (500) Giorni insieme, cerca di imitare lo sforzo di Christopher Nolan nel suo Batman Begins. Ma al di là delle atmosfere cupe, non emerge l'originalità del film sull'uomo pipistrello. Resta comunque una sceneggiatura solida e a tratti spassosa (The Avengers docet), con un indimenticabile super cameo del mitico Stan Lee.

La ragnatela è di ottima fattura, ma qualche altro filo rimane ancora da tessere. Magari nel prossimo episodio...
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