Festival di Berlino, Vincitori

L'Italia trionfa a Berlino

Orso d'oro ai fratelli Taviani per "Cesare deve morire", premio del pubblico a "Diaz"

Il cinema italiano conquista Berlino: i fratelli Taviani si sono aggiudicati l'Orso d'oro per Cesare deve morire, mentre il premio del pubblico è andato a Diaz di Daniele Vicari. Erano 21 anni che l'Italia non saliva sul podio più alto della kermesse tedesca (dal 1991, quando vinse La casa del sorriso di Marco Ferreri).

I TAVIANI E IL BARDO - Cesare deve morire, subito acclamato da spettatori e critici, è un intenso docufilm ambientato a Rebibbia. Racconta come i detenuti dell'ala di Alta sicurezza si preparino alla rappresentazione del Giulio Cesare di Shakespeare. Girando in bianco e nero e a colori tra le spoglie pareti del carcere romano, i Taviani lasciano che le parole del Bardo svelino il lato più umano di criminali accusati di associazione mafiosa e omicidio. Un vero e proprio inno al potere catartico della letteratura, che ha conquistato la giuria presieduta dal regista Mike Leigh. L'Orso d'argento è andato invece a Just the Wind di Bence Fliegauf, sulla difficile vita di una famiglia romena in Ungheria.

LE OMBRE DEL G8 -
Ma c'è un altro titolo italiano che ha colpito gli spettatori del festival: è Diaz. Non pulire questo sangue di Daniele Vicari. Il discusso film sui sanguinosi fatti del G8 di Genova, interpretato da Elio Germano e Claudio Santamaria, è stato premiato dal pubblico nella sezione Panorama. Il regista ha dedicato il riconoscimento "al cinema italiano, cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo Paese". Attendiamo l'uscita nelle sale (18 aprile) e ci auguriamo che la tendenza continui.



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