Italiani di Cannes

Sulla Croisette vince un francese, ma sul podio gli fanno compagnia due pellicole italiane: "Gomorra" e "Il divo"

Un'altra Palma è stata assegnata, un'altra edizione del Festival di Cannes ha chiuso i battenti e quest'anno nessuno potrà sentire l'espressione "a bocca asciutta" in merito al cinema italiano.

PALMA D'ORO - Mettiamo i puntini sulle "i": il vincitore del 61mo Festival è un film francese diretto dal regista Laurent Cantet, che a Cannes era già stato in passato (Risorse Umane). La sua pellicola, Entre les murs, è ambientata in una classe di liceo multietnica, microcosmo di una realtà francese attualissima e difficile da gestire - basti pensare alle banlieu. Pare che la giuria presieduta da Sean Penn abbia votato all'unanimità il film di Cantet, che riporta dunque la palma d'oro ai francesi dopo 21 anni di digiuno.

IL GRAND PRIX - Dopo la Palma, il riconoscimento più prestigioso è il Grand Prix, assegnato a Gomorra, film corale di denuncia del fenomeno Camorra, opera di Matteo Garrone tratto dall'omonimo e altrettanto coraggioso libro inchiesta del giovane Roberto Saviano. Nelle sale da una settimana circa, la pellicola ha riscosso parecchi consensi di pubblico e fin dalla proiezione sulla Croisette aveva suscitato l'entusiamo della critica, a quanto pare non solo quella italiana.

IL PREMIO DELLA GIURIA - Paolo Sorrentino in passato portò a Cannes un film intitolato L'amico di famiglia: lanciò Laura Chiatti e fece breccia nel cuore spesso arido dei critici. Quest'anno era di nuovo in gara con Il divo, pellicola su uno scorcio di vita  dell'intramontabile Giulio Andreotti, interpretato da Toni Servillo. Avrà gradito il senatore a vita? Chissà, di certo ha gradito Cannes dove al film di Sorrentino è stato assegnato il Premio della Giuria.

AU REVOIR - Si arrotola il tappeto rosso sulla Croisette e si chiudono in archivio le immagini di Angelina Jolie con pancione e quelle delle occhiaie endemiche di Benicio Del Toro (miglior attore per Che di Steven Soderbergh), si chiudono i taccuini dei giornalisti con le recensioni delle pellicole e le conclusioni tirate dopo giorni di proiezioni. Per esempio: il cinema asiatico tanto caro a certi palati fini sembra essere stato sbalzato da quello sudamericano (tra l'altro, è Sandra Corveloni, protagonista del brasiliano Linha de Passe, l'attrice più brava secondo la giuria); l'analisi di spaccati sociali e in generale l'attenzione al presente sono state le tendenze più premiate. E gli sconfitti? Rumors vogliono Clint Eastwood risentito: il suo The Changeling è passato inosservato agli occhi dei giurati. Ma diciamocelo: riuscite a immaginare le labbra dure di Eastwood, gli occhi taglienti e di ghiaccio, il volto che Sergio Leone bollò come capace di due sole espressioni (col sigaro e senza), contrarsi di sdegno per un premio mancato?
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