Tintin recensione

Cinema

Incredibile Tintin

Steven Spielberg realizza il sogno di portare sul grande schermo l'eroe di Hergé

Le luci calano in sala e sullo schermo si accendono i colori sgargianti di Tintin. L'eroe del fumetto di Hergé approda al cinema in versione 3D grazie a Steven Spielberg (c'è forse bisogno di indicarne la filmografia?) e a Peter Jackson (Il Signore degli anelli, King Kong), qui rispettivamente regista e produttore. Un'ora e mezza abbondante per un film d'animazione girato con tecniche d'avanguardia come la Performance Capture - già utilizzata in Avatar - che racconta le avventure a dir poco rocambolesche del giovanissimo reporter belga Tintin, a caccia di un tesoro nascosto tra mari e deserti con il fido fox terrier Milou. 

PARENTELE CINEMATOGRAFICHE - Un personaggio intrepido, coraggioso, integerrimo e ostinato, Tintin. Spielberg ha rivelato di aver scoperto la sua saga (24 albi pubblicati dal 1929 al 1986 per 250 milioni di copie vendute in tutto il mondo) solo dopo aver realizzato il primo Indiana Jones. All'epoca, qualche critico paragonò questo personaggio, destinato a diventare cult, proprio a Tintin: il regista si incuriosì e venne a conoscenza della creatura di Hergé. In effetti il reporter e l'avventuriero sembrano davvero legati da un rapporto di parentela: stessa faccia tosta, stesso coraggio, stesso spirito indomito. Ammettiamo pure, dando a Cesare quel che è di Cesare: Indy si avvantaggia su Tintin per quella dose di sex appeal che al viso pulito del giovanotto belga mancherà sempre. 

CITAZIONI (E DONI) D'AUTORE - Fuori dal gioco dei confronti, va detto che Le avventure di Tintin (questo il titolo completo della pellicola) promette bene da subito, con una grafica accattivante e un ritmo serrato fin dai titoli di testa, poi è subito azione: inseguimenti, sparatorie, furti e colpi di scena. Film d'animazione, sì, ma d'autore: Spielberg sfodera colpi da maestro con splendide inquadrature, citando capolavori di sempre come Intrigo Internazionale di Hitchcok o strizzando l'occhio a recenti blockbuster di successo come Pirati dei Caraibi. Il regista attinge anche da se stesso, con scene che richiamano i suoi Indiana Jones, ma anche Hook - Capitan Uncino e persino Lo squalo! Ironia e humour rendono ancor più godibile una sceneggiatura pensata per il puro gusto di intrattenere, divertendo il pubblico più giovane e restituendo invece a quello più maturo il piacere di sognare l'impossibile. L'impressione è che questo Tintin sappia regalare ai piccoli spettatori stimoli cinematografici da coltivare, mentre agli adulti porti in dono la sana occasione di ricongiungersi al proprio spirito più fanciullesco. Perché perderla?

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