In Trance

Mix di generi e tocchi onirici per il nuovo film targato Danny Boyle

Dramma sociale, horror e fantascienza: rivedendo la filmografia di Danny Boyle si capisce quanto il regista inglese sia eclettico e come ogni sua creatura sia un genere a sé stante. Con In Trance, l'autore è riuscito addirittura a superarsi dividendo un unico film in più sotto categorie: heist-movie, thriller psicologico e sentimentale. Il risultato è un mix di momenti altalenanti che sa spiazzare lo spettatore, nel bene e nel male.

Una rapina in una casa d'aste, amnesie e sedute di ipnoterapia sono alcuni degli ingredienti di una trama a grandissimo rischio spoiler, cui si aggiunge un trio di protagonisti, James McAvoy (L'ultimo re di Scozia), Rosario Dawson (Sin City) e Vincent Cassel (Il cigno nero), elegante e funzionale alla storia. Il raffinatissimo inizio e il finale con ottimi colpi di scena a matrioska avrebbero potuto rendere tutto perfetto, ma qualcosa stona. L'evolversi della parte centrale della storia e l'utilizzo di alcune scene oniriche (concettualmente siamo dalle parti di Inception) stancano e confondono e la quantità dei temi trattati (a volte con troppa superficialità) alla fine penalizza l'operato di Boyle. Peccato, bastava poco più.

Da giovedì 29 agosto
al cinema.
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