Cinema

Il mio migliore incubo!

Isabelle Huppert torna al cinema in un ruolo inedito e nevrotico

"L'inferno sono gli altri", sentenziava il filosofo francese Jean-Paul Sartre. E certamente è ciò che pensano l’uno dell'altro i due protagonisti de Il mio migliore incubo!: la gallerista Agathe, tipica bobo (Bourgeoise Bohémienne) con appartamento in pieno centro a Parigi e Patrick, muratore, idraulico, eterno Peter Pan con un linguaggio molto poco diplomatico, residenza incerta e vita incasinata. I rispettivi figli studiano nel liceo più chic di Francia e, incredibile, diventano amici inseparabili: così l’uomo (interpretato da Benoit Poelvoorde) entra con tutta la sua verve nella vita della donna (Isabelle Huppert). Nessuno sarà più lo stesso e, ça va sans dire, l'inferno riserverà loro un bell'angolo di paradiso.

La commedia della regista Anne Fontaine, già autrice di Coco avant Chanel, supera gli ostacoli di una trama scontata facendo leva su dialoghi brillanti, su scene comiche mai "a salve" e su una costruzione dei personaggi che va oltre gli stereotipi, approfondendone la psicologia e rendendoli così a tutto tondo, senza perdere però il ritmo del film. Quel che funziona davvero ne Il mio migliore incubo! è però la strana, perfetta coppia Huppert/Poelvoorde. Straordinario il carisma comico di lui, mentre la Huppert si diverte lasciandosi alle spalle i consueti ruoli drammatici per vestire i panni della donna nevrotica e impettita - "culo di ghiaccio", la definirà Patrick - coraggiosa però nel cambiamento quando sarà necessario. I comprimari non sono da meno, a partire da André Dussolier, volto noto del cinema d'Oltralpe qui nel ruolo dell'editore compagno di Agathe, che con l'attrice Virginie Efira crea un'altra accoppiata bizzarramente assortita e foriera di sorrisi.
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