Cinema

Il giorno in più

Fabio Volo e Isabella Ragonese fanno i conti con l’amore nella commedia tratta dall’omonimo romanzo dell’attore

Il suo nome è sufficiente per provocare l'irritazione o l'estasi del vostro interlocutore: è Fabio Volo, dal 2 dicembre al cinema con l'adattamento del suo quarto romanzo, Il giorno in più. Se appartenete alla categoria degli "estasiati", vi informiamo subito circa l'infedeltà del film rispetto al libro, ma non è detto che questo sia un male. 


IL CINICO E LA DISILLUSA - Nella pellicola, diretta da Massimo Venier, cambiano le situazioni che vivono i protagonisti Giacomo (interpretato proprio da Volo) e Michela (la brava Isabella Ragonese), ma la trama resta sostanzialmente la stessa. Lui, eterno Peter Pan, si comporta in modo cinico e meschino; lei, ferita da una storia passata, si muove in punta di piedi sul pavimento dei sentimenti. Sul frigo di lui campeggia un post-it della ex, che scrive "Felicità è prendersi cura degli altri": una frase cui Giacomo dà lo stesso valore di una lista della spesa. Michela è invece convinta che le grandi storie d'amore nei libri debbano finire male, perché "se finisce bene, allora è una cazzata". Si incontrano sul tram, si presentano alla vigilia della partenza definitiva di lei per gli States. A seguire: colpi di testa e improvvisate nella Grande Mela, mentre la pellicola scorre, forte di una curatissima fotografia dal sapore vintage, dialoghi brillanti e un'ambientazione divisa tra Milano e New York. Non è detto che dal testa a testa il capoluogo lombardo ne debba uscire miseramente a pezzi, casomai NY appare forse un po' scontata, benché sempre suggestiva.

LA FELICITÀ? SCIOCCHEZZE - Giacomo e Michela sono due precari dei sentimenti, indecisi se valga la pena impegnarsi a stare insieme e per quanto. Un giorno sì, uno no, che differenza può fare? Quando l'amore prende per il bavero un cinico, credere nella riuscita dell'impresa è un duro mestiere. A Giacomo arriva in aiuto l'amico Dante, il prototipo del collega sfigato, che gli racconta una storiella, una "parabola" sulla nascita dell'Universo. Una panzana colossale, un'inezia che però incoraggerà Giacomo a giocarsi l'ultima carta per conquistare Michela. Così motivato, innescherà una catena di eventi sospinti ora dalla forza del caso, ora dalla complicità di uno sconosciuto. E se una volta tanto convenisse credere nell'impossibile? Magari proprio da una sciocchezza dipende un dettaglio come la felicità...
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