Hayaho Miyazaki

Termina domenica allo spazio Oberdan l'omaggio ad un poeta dell'animazione made in Japan

Il cinema di animazione ci ha fatto sognare fin dalla tenera età e continua a farlo anche quando si diventa adulti, quando lo spazio per la fantasia sembra essere troppo ingombrante. Eppure il Giappone è riuscito fin dai primi anni settanta a tirar fuori spade e lame per un'agguerrita sfida nel campo dei cartoon, anzi dell'"Anime" per utilizzare una terminologia appropriata: dall'era dei Robot con gli eroi di Go Nagai al ciclo dedicato al ladro di Monkey Punch Lupin III.

Eppure, all'ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, qualcuno non ha saputo resistere alla tentazione di storcere il naso dinanzi alla scelta di consegnare il Leone d'oro alla carriera ad uno dei padri dell'animazione del Sol Levante: Hayaho Miyazaki. Un segnale da non sottovalutare, per poter dire che finalmente questo genere snobbato entra sempre di più a far parte dell'olimpo della cinematografia di tutti i tempi.

Lo Spazio Oberdan di Milano rende omaggio dal 16 al 20 novembre al maestro giapponese con una rassegna che la platea milanese attendeva tempo. Aveva ragione il compianto regista Akira Kurosawa a proposito del cinema di Miyazaki: "Credo che apparteniamo entrambi alla stessa scuola; condividiamo lo stesso rigore e lo stesso gusto per le storie umane su grande scala. Tuttavia provo un certo fastidio quando i critici accomunano i nostri lavori. Non si può sminuire l'opera di Miyazaki paragonandola alla mia." 

La rassegna porta sul grande schermo i gioielli di Miyazaki. Si comincia con Il Castello Errante di Howl (2004), in programma il 16 novembre alle ore 21.30 ed in replica il 19 novembre alle ore 19.00, parabola di Sophie e l'incontro con il mago Howl  che le farà perdere la sua giovinezza. Seguono Castle in the Sky del 1986 (18 novembre ore 19.00 e 20 novembre ore 21.30); l'avventura di Chihiro in una città misteriosa ovvero il bellissimo La città incantata del 2001 (18 e 19 novembre alle ore 17.00); Kiki's Delivery Service del 1989, storia di una strega alle prime armi (16 e 20 novembre alle ore 17.00); e Principessa Mononoke del 1997  (16 novembre ore 19.00 e 19 novembre ore 21.30).

L'articolazione narrativa delle storie, il dinamismo metamorfico del tratto, la ricchezza cromatica, l'attenzione ai minimi particolari di un insieme sempre grandioso, la complessità e profondità psicologica di personaggi e situazioni ci porteranno a ritrovare un grande cinema d'autore.

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