Cinema

Festival Internazionale del Film di Roma

La sesta edizione della kermesse illumina la Capitale dal 27 ottobre al 4 novembre

Dopo le accese polemiche sui mancati finanziamenti da parte del Ministero e nonostante il tradizionale e fastidioso confronto con la Mostra del Cinema di Venezia, i preparativi per il Festival Internazionale del Film di Roma sono quasi terminati. Dal 27 ottobre al 4 novembre, all'Auditorium Parco della Musica sono attesi registi, star e ospiti da 27 Paesi. A premiare i vincitori, il Presidente della giuria Ennio Morricone.

UN FESTIVAL IN ROSA - Le donne sono le vere protagoniste di questa sesta edizione, che si apre con The Lady di Luc Besson, sulla vita di Aung San Suu Kyi, l'attivista birmana Premio Nobel per la Pace (interpretata da Michelle Yeoh). Michelle Williams veste invece i panni dell'icona Monroe in My week with Marilyn di Jim Field Smith, proiettato fuori concorso. Da trailer e foto scattate sul set, la somiglianza dell'attrice originaria del Montana con la controversa star sembra impressionante. In programma anche una festa in occasione degli 80 anni dell'attrice Monica Vitti e una mostra su Audrey Hepburn e la Capitale. E la diva hollywoodiana risplende nella versione restaurata di Colazione da Tiffany, il film di chiusura della kermesse.

GLI ITALIANI - Dei quindici film in concorso, ben quattro sono italiani: La kryptonite nella borsa, esordio alla regia di Ivan Cotroneo; Il cuore grande delle ragazze di Pupi Avati; Il mio domani di Marina Spada e Il paese delle spose infelici di Pippo Mezzapesa. Opere che raccontano il Paese e le sue contraddizioni con sottile ironia e che contendono il Marc'Aurelio d'Oro a pellicole provenienti da Europa, Australia, Stati Uniti, Corea e Cina.

LARGO AI CARTOON - Dal mondo dell'animazione arrivano vecchie glorie e grandi novità, tutte in 3D. A partire dal Re Leone, il grande successo Disney del 1994, già campione di incassi negli Stati Uniti. Alla stereoscopia si unisce la motion capture per le avventure di Tin Tin, l'adattamento del celebre fumetto di Hergé, firmato da Steven Spielberg. Occhialini anche per godersi la breve anteprima de La straordinaria invenzione di Hugo Cabret di Martin Scorsese, ispirato alla graphic novel di Brian Selznick. Un programma vario e interessante, per una kermesse che cresce di anno in anno ma che ancora sembra non avere il sostegno che si merita.
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