Ennio Morricone

Le sue colonne sonore hanno solcato un pezzo di storia del cinema, ma il Maestro mantiene una discrezione grande quanto le sue musiche

Fate il nome di un regista italiano e vedrete che almeno una volta il Maestro ci ha lavorato insieme, senza contare la stima di cui gode Oltreoceano e che gli ha valso un Oscar alla carriera nel febbraio scorso. Ennio Morricone, classe 1928, ha scritto musiche che resteranno nella storia del cinema e oggi sono impresse nelle orecchie di ciascuno di noi. Eppure resta un uomo modesto e discreto, al di là di premi o dei libri a lui dedicati, come l'ultimo Morricone. Cinema e oltre (Elekta, Euro 100). Merito, anche, della musica.    

Lei ha scritto colonne sonore per ogni genere di film. Non è mai stato un problema imbattersi in una nuova sfida?
"Con certezza le rispondo no, anche se con l'età tendo a preoccuparmi di più. Ma forse la maggior tranquillità e serenità era legata ad un'incoscienza giovanile. Le prime esperienze, anche le più basse che ho avuto all'inizio della mia carriera sono state un ottimo allenamento alla dimestichezza, sono state l'occasione per formare il coraggio di affrontare l'impresa di compositore."

Può dare una Sua definizione del mestiere di compositore?
"Il compositore traduce le sue idee, la sua fantasia a seconda di quel che gli chiede il regista. C'è molta differenza tra quel che dice di volere un regista e quel che dice di volere un compositore. In ogni caso, io sono una persona molto sensibile, per me è fondamentale sentire che il regista ha bisogno e stima di me. Questa sensazione mi carica e stimola il mio lavoro. Sono tanti i registi che mi porto nel suore, ma fare nomi non mi piace, non vorrei mai dimenticare qualcuno."

Per Lei che cos'è il cinema?
"Il cinema è un'arte che ha molte ricchezze, la prima è quella di essere un'arte che raccoglie dentro di sè tutte le altre arti. E quindi sa anche raccogliere e comunicare tutti gli aspetti che rigurdano la società, è lo specchio del nostro tempo. E per questo è un'arte intramontabile."

Lei scrive anche musica per orchestra, ma è conosciuto per le Sue colonne sonore. Le ha mai dato fastidio?
"Sono sicuramente soddisfatto delle mie esperienze con il cinema, ma quella che io chiamo musica assoluta è la musica per orchestra. Ora, per esempio sto scrivendo una cantata per coro e orchestra e il tema del prossimo film di Tornatore, Baària. Lo considero un grandissimo regista, perchè pensa davvero a tutto. Nei suoi film ogni elemento trova il giusto spazio, tutto si tiene e ogni cosa arriva sempre a conclusione. Non lascia mai nulla non chiarito."

Ha cominciato a comporre a 16 anni e ha avuto una carriera straordinaria. Quale consiglio vorrebbe dare a un giovane musicista che vorrebbe fare musica a livello professionale?
"Di rinunciare. Il quadro è nero per via di soldi e di tecnica. C'è moltissima concorrenza, ma è grave il fatto che sia composta da tanti musicisti che si svendono o che lavorano per due soldi, e senza avere tecnica. Oggi i sintetizzatori hanno cambiato tutto; c'è musicalità ma non c'è la tecnica. E credete: Ciò che conta davvero è la tecnica. E' quello che ti permette di fare qualsiasi cosa."

Nonostante il successo , Lei è una persona molto discreta: è una questioone di carattere o dell'educazione che ha ricevuto?

"Entrambe le cose. Ma sapete, la mia è una professione silenziosa, che richiede silenzio: non potevo che essere così."

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