"Dead Man Down": vendetta, amore e poco più

Dopo "Millennium", Noomi Rapace torna a lavorare con Niels Arden Oplev (ma in territorio americano)

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Erano alte le aspettative per il regista danese Niels Arden Oplev, autore del cupo Uomini che odiano le donne (primo atto della trilogia Millennium, versione europea), al suo esordio in territorio americano. Ma Dead Man Down - Il sapore della vendetta, è ben lontano dall'essere un film d'autore, nonostante il suo mix di intrecci pericolosi, criminali senza scrupoli, amori impossibili e una coppia di star come Colin Farrell e Noomi Rapace.

Farrell è Victor, un ingegnere dall'oscuro passato che cerca in ogni modo di vendicare la morte della moglie e della figlia e usa le armi come un Navy Seal. L'incontro con Béatrice, una donna bella e misteriosa decisa a trovare il pirata della strada che l'ha sfregiata, darà vita a un vortice di intrighi e suspence. L'attore irlandese, poco espressivo, perde nettamente il confronto con la collega svedese, a suo agio nel ruolo della sofferente protagonista. Le battute (in)volontariamente ironiche tra i due sono tra gli aspetti migliori della pellicola, insieme ad alcuni colpi di scena iniziali. Poi, tra espliciti product placement e improbabili spiegazioni, si arriva a un finale eccessivamente ricco di testosterone, come in un banale action film a stelle e strisce. Eccelsi ma piuttosto sprecati i comprimari F. Murray Abraham (padrino di Victor) e Isabelle Huppert (madre di Béatrice), chiaramente compiaciuta a recitare in inglese e francese contemporaneamente. Almeno qualcuno si è divertito.

Dal 14 marzo al cinema.
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