David Lynch

Il regista americano in rassegna con film e inediti allo Spazio Oberdan fino al 25 gennaio

DAVID LYNCH - Provate a chiedere a qualcuno se ama o detesta il suo cinema. David Lynch è un'onda anomala nel panorama cinematografico e le sue pellicole  ti entrano dentro soltanto al primo impatto. Lynch non è mai stato un vincitore al botteghino, ma la schiera di appassionati e di critica a suo favore lo ha riscattato in più occasioni. Persino il Festival del Cinema di Venezia ha riconosciuto l'opera del maestro, premiandolo con l'ambito Leone d'Oro alla carriera. Mentre il pubblico del piccolo schermo lo applaude ancora per il serial televisivo Twin Peaks, i cinefili tornano dalle vacanze natalizie e ripassano la sua filmografia allo Spazio Oberdan, che ospita fino al 25 gennaio una rassegna importante, organizzata dalla Cineteca italiana in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

LA RASSEGNA - Materiali rari ed inediti per un cinema che scivola nell'inconscio, dove il non detto lascia allo spettatore una libertà interpretativa, assai rara nel cinema americano. Il film basato sullo schema rompicapo che frammenta a flussi lo script ritorna con la proiezione di Strade perdute (17 gennaio, 21.30), l'incontro tra sogno ed incubo si avverte in Cuore Selvaggio (11 gennaio, 21.30), o il dramma dell’emarginazione della Londra vittoriana esplode in Elephant Man (18 gennaio, ore 21.30). Dune (13 gennaio, 15.00) arriva finalmente in versione integrale e il blockbuster televisivo I segreti di Twin Peaks (18 gennaio, 15.00) si difenderà bene sul grande schermo. Tra i titoli destano ancora curiosità Velluto blu (11 gennaio, 15.00), Hotel Room (12 gennaio, 17.00), e i cortometraggi The Cowboy and the Frenchman (12 gennaio, 17.00), The Grandmother (13 gennaio, 21.30), e The Alphabet (17 gennaio, 17.00). Il ritratto di David Lynch si completa con il documentario interessante diretto da Toby Keeler dal titolo Pretty as a Picture (17 gennaio, 19.00).
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