Recensione Young Adult

Charlize: irrisolta, giovane adulta

L’attrice premio Oscar è la protagonista di Young Adult, il nuovo film di Jason Reitman

Prima la detesti, subito dopo l'adori. In Young Adult, Charlize Theron veste i panni di una scrittrice capace di suscitare reazioni opposte e contrarie a distanza di attimi. Il film, che segna il ritorno di Jason Reitman alla regia e Diablo Cody alla sceneggiatura cinque anni dopo il successo di Juno, alterna momenti di surreale comicità a scene decisamente più drammatiche.  

LA TRAMA - Theron è Mavis Gary, l'apprezzata ghost writer della serie letteraria per adolescenti Waverly Prep (in gergo, il target è definito proprio Young Adult). Molto popolare al liceo, Mavis è ora una donna sulla soglia dei quaranta, attraente ma sola e alcolizzata. Impeccabile in pubblico quanto trasandata tra le pareti di casa, un giorno riceve un'email che annuncia la nascita di una bambina. È la figlia di Buddy (Patrick Wilson), l'ex fidanzato dei suoi diciott'anni, il partner perfetto di quella che era una ragazza vincente. Tanto basta per far tornare Mavis nella natia e provinciale Mercury con l'idea di riprendersi Buddy. A seguire da vicino il suo folle intento, il vecchio compagno di scuola (e grillo parlante) Matt Freehauf (Patton Oswalt).

ETERNA ADOLESCENTE - Young Adult è solo all'apparenza una commedia romantica. In realtà, mostra una donna incapace di vivere pienamente nel mondo, ossessionata dalla stessa canzone e impegnata a scrivere da anni la stessa storia: quella di una ragazzina celebre e invidiata, innamorata follemente del ragazzo più bello della scuola. Costruito in tre atti, il film concentra la sua carica nell'ultimo, quando la maschera di perfezione indossata dalla protagonista crolla, mettendo in mostra le sue fragilità davanti alla comunità intera.

JUNO & MAVIS -
È inevitabile collegare i personaggi di Juno e Mavis, lontani e vicini: la prima è una ragazzina raccontata nel pieno del suo percorso verso la maturità, la seconda è una donna adulta bloccata in uno stato di immaturità (il titolo comunica perfettamente lo stato irrisolto della protagonista), colta nell'attimo in cui (forse) mollerà le vesti del passato per gettarsi finalmente alle spalle i ricordi nostalgici del tempo che fu. Il regista chiude con un finale inaspettato, a cui solo lo spettatore potrà dare un'interpretazione. In sala dal 9 marzo.
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