C'era una volta al cinema

Coltri di fumo, cinegiornali e maschere sono diventate un ricordo nelle nostre sale cinematografiche, per fortuna o purtroppo

Venerdì sera come un altro, secchiello di pop-corn stretto in una mano, nell'altra i biglietti ancora "caldi", ci si sfila il cappotto e ci si accomoda in poltrona, pronti a bersi i trailer delle prossime visioni, preludio al film prescelto. Cinema cinema amore mio, sono passati 112 anni da quella notte in cui furono proiettati i corti dei Fratelli Lumière in una sempre affascinante Parigi, e guarda un po' quante cose sono cambiate tra una pellicola e l'altra.

FUMO IN SALA - Se di per sè affascina l'idea del viaggio nel tempo, a sbirciare nella quotidianità di un passato prossimo o remoto, andare a spasso nel tempo per sale cinematografiche fa lo stesso effetto. E così se dovessimo prendere posto nei sedili di legno di una qualche sala, metti caso, una sera di novembre del 1974, potremmo ritrovarci immersi in una nuvola di fumo, prodotta dal nostro vicino. Forse vedersi un bel noir in siffatta atmosfera potrebbe avere il suo perchè, i colpi di tosse che coprono le battute di una Lauren Bacall sono un motivo sufficiente per tornare ai nostri tempi. Una legge del 1975 ha infatti bandito il fumo in diversi luoghi pubblici, tra cui i cinema appunto. Eppure quando qualche anno fa si è verificata la stessa circostanza per pub, ristoranti, discoteche, si sollevò un polverone, al contrario di quanto avvenuto nel '75. Evidentemente erano proprio altri tempi.

NEWS SULLO SCHERMO - Sono passati invece 22 anni dall'ultimo cinegiornale. Ritmi serrati, speaker dalla voce un po' gracchiante, testi impeccabili, questi cortometraggi informavano il pubblico su quel che accadeva nel mondo in pochi minuti. I più celebri restano quelli dell'Istituto Luce, ma anche quelli del dopoguerra, da quelli della Settimana INCOM (che in realtà venivano proiettati ogni due settimane) e quelli di Cinemondo. Chissà se oggi interesserebbero ancora questi prodotti cinematografici, forse se ne facessero di brevissimi, ma chi può dirlo?

PUBBLICO DA STADIO - Chissà se in qualche cinema esercita ancora qualche maschera? Figura oggi sopravvissuta nei teatri, la maschera delle sale cinematografiche nacquero insieme alle sale stesse, nei cinema destinati ad un pubblico borghese, ma anche nelle sale un po' più "popolari", dove il comportamento degli spettatori era pari a quello nei nostri stadi: schiamazzi, ululati, fischi, accompagnavano le scene del film di turno. E alla maschera toccava richiamare tutti all'ordine, lavoro ingrato. A ben pensarci, non ne sentiamo particolarmente la mancanza: dopotutto significa che oggi al cinema non regna più il caos tra le poltrone. E non ci sono nemmeno più coltri di fumo. Forse mancheranno i capolavori di una volta, ma qualcuno ha ancora nostlagia delle sale del passato?

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