Bianco e nero. Apollo e Dioniso. Ricchezza e povertà. Fedeltà e libertinismo. Tra coerenza e contradditorietà, la (breve) vita di Bob Marley è stato un inarrestabile susseguirsi di emozionati vicende: momenti di successo, ma anche di sofferenza, di unione così come di abbandono. Un'esistenza che Kevin Macdonald magistralmente racconta nel suo documovie Marley. Tramite interviste a personaggi famosi e gente comune, il film non solo racconta il grande cantante giamaicano come artista, ma anche e soprattutto come uomo.

INEDITI PREZIOSI E PRIVATI - "Ciò che mi affascinava nel fare questo film era provare a tirar fuori qualcosa di molto personale. Chi è quest'uomo? Perché ha avuto tanto successo?", erano gli interrogativi che si poneva Macdonald, orgoglioso di essere l'unico ad avere avuto accesso agli archivi privati della famiglia Marley, confezionando una pellicola che si pregia di immagini e filmati inediti. Dagli scatti che ritraggono un giovane Robert con i capelli corti e la faccia pulita, alle riprese nella clinica tedesca durante i suoi ultimi giorni di vita. "Credo sia la prima volta che viene data alla gente la possibilità di sentirsi emotivamente vicina a Bob come uomo, non come leggenda del reggae o come figura mitica, ma attraverso la sua vita di uomo", dichiara Ziggy Marley, uno dei figli avuti con la moglie Rita.

UN UOMO CHE AMAVA E CHE SOFFRIVA
- Brani ska e intramontabili hit reggae sono, naturalmente, la colonna sonora del film che è stato presentato all'ultimo Festival di Berlino. Una brillante fotografia, che mette in risalto la verde Giamaica, le interviste agli abitanti dell'isola, ai parenti, ai figli e a figure chiave come Rita Marley (in posa come una diva hollywoodiana), Bunny Wailer (rigorosamente in abito bianco), l'ex Miss Mondo Cindy Breakspeare (una delle fidanzate di Bob), l'eccentrico fonico dai capelli fuxia Lee "Scratch" Perry rapiscono l'attenzione dello spettatore, incuriosito da racconti di vita privata e professionale che dipingono un uomo che amava le donne (e ne ha amate tante), il calcio e la competizione sportiva, adorava la madre e soffriva l'assenza del padre: un creolo alla continua ricerca di identità sentendosi né bianco né nero. Parole, canzoni, istantanee, vecchi video si susseguono con ritmo, lungo centoquarata minuti appassionati e commoventi. Dalla gioia della musica al drammatico finale, ricordato dalla figlia Cedella che, in lacrime, rievoca le sensazioni provate durante le ultime ore di vita del padre e con le immagini del funerale a Kingston: un lutto che ha colpito la Giamaica e il mondo intero.

Marley è un evento cinematografico in programma nelle sale solo il 26 giugno (qui l’elenco dei cinema aderenti) e fino all'8 luglio in esclusiva allo Spazio Oberdan. In ottobre, il film uscirà in dvd edito da Feltrinelli. E se si ha voglia di voglia di vivere un'emozione live made in casa Marley, il figlio Stephen è in concerto l'11 luglio al Carroponte.
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