Amore Carne

Pippo Delbono presenta il primo film girato con il cellulare

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Pippo Delbono non è per niente social addicted eppure la sua idea di girare un film interamente con il telefonino lo rende così maledettamente al passo coi tempi. Regista teatrale eclettico e complicato, amico personale di Pina Bausch, compianta coreografa tedesca che ha fatto la storia per aver inventato il teatro-danza, Delbono decide ora di mettersi a nudo, in tutti i sensi, e di farlo al cellulare.

Nasce così Amore Carne, un diario la cui sceneggiatura è scritta più nello stomaco che sulla carta e che ha per protagonista anche il fedele compagno Bobò, sulla scena attore in frac, nella vita sordomuto e analfabeta, con cinquant'anni di manicomio alle spalle e che il regista porta ovunque con sé. Da una camera d'albergo di Parigi a un'altra di Budapest, il cellulare registra testimonianze a volte lievi, come se fosse Amore (le prove di Marie-Agnès Gillot, étoile de l'Opera di Parigi, una poesia per gli occhi), altre volte invece estremamente crude, come se fosse una ferita sulla Carne. Succede un attimo prima della catastrofe (come il terremoto de L'Aquila) oppure molto dopo, come a Birkenau. Poi gli incontri, le attrici di Hollywood o la tenera madre a cui non ha mai voluto dire, finché era in vita, di essere omosessuale, sieropositivo e buddista, per paura che ne soffrisse, convinto che delle tre cose la più dolorosa fosse scoprire che non era cattolico. Oppure la dottoressa, tenera ed educata, con la quale finge una parte e la filma di nascosto, momento in cui gli spettatori più sensibili devono chiudere gli occhi e allontanarsi con le orecchie. La vita e la paura si mescolano insieme e creano reazioni forti, la Carne del titolo. Eppure Delbono ha la capacità di trasformare il grido in un canto, del documentario choc ne fa a tratti una commedia all'italiana, ridendoci sopra, come a teatro con i suoi attori affetti da ritardo mentale, sovrappeso, che fa ballare come se fossero dei quadri di Botero animati ed estremamente divertiti.

Il film - di impostazione, inevitabilmente, molto teatrale - è un'esperienza da vivere. Da vedere per le immagini intense della vita di un'artista così sperimentale eppure, per una volta, anche così 2.0. 
In sala dal 27 giugno. Sabato 19 ottobre 2013 viene proiettato alle 17.30 presso la Scatola Magica del Piccolo Teatro Strehler.

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