A Ivrea correva l'anno 1194. La popolana Violetta, nota come la Mugnaia, uccise il tiranno Ranieri di Biandrate, rifiutandosi così di pagare lo ius primae noctis, il diritto che concedeva al despota locale di godere la prima notte di tutte le spose delle sue terre. Da questo episodio prese il via l'insurrezione contro il feudatario e origine la storia del Carnevale che, nelle giornate calde, rievoca la rivolta contro la tirannia. Si ricreano il clima dei giorni in cui il popolo insorto distrusse il castello dell'odiato oppressore.

Di scena, dal febbraio al 9 marzo, una galleria di personaggi protagonisti dell'episodio storico: la Mugnaia, naturalmente, con un florilegio di Mugnaie, il Generale, garante del corretto svolgimento della manifestazione, insieme al suo Stato Maggiore di ufficiali a cavallo, il Segretario, il Magnifico Podestà, il Corteo con le Bandiere dei Rioni.

Simbolo della ribellione è invece la famosa Battaglia delle Arance, una vera e propria lotta per le strade della città dove però le uniche armi ammesse sono le arance. Per la precisione circa 5.000 quintali. A disposizione degli aranceri a piedi (9 piccoli eserciti, uno per ogni quartiere della città), che rappresentano il popolo, in lotta con quelli sui carri, simbolo delle guardie del tiranno. Una raccomandazione per chi volesse partecipare: non dimenticate di indossare il berretto frigio dei rivoluzionari francesi, venduto ovunque.

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