Capodanno

Chi mangia a Capodanno...

Alcune credenze gastronomiche delle feste innevate

Potrebbe lasciare senza parole la vera origine del panciuto e arzillo signore vestito di rosso. La storia di Babbo Natale ha a che vedere con le campagne pubblicitarie della Coca Cola. La nota multinazionale, mamma dei soft drink più famosi, nel 1931 decise di rilanciare, ovviamente a scopi commerciali, l'immagine del vecchietto, commissionando tale lavoro al pittore svedese-americano Haddon Sundblom. Questo, ispirandosi al volto e alla figura di un suo amico camionista, soddisfece nel migliore dei modi le esigenze del committente curando anche il "restyling" di una delle icone più celebri nel mondo. Infatti, sostituì i colori del tradizionale vestito verde del vecchio ed innoquo Santa Klaus con il bianco ed il rosso, per l'appunto, i colori della Coca Cola.

Per quanto riguarda i riti al suono del dodicesimo rintocco della mezzanotte del 31 dicembre, oppure l'ora di pranzo del 1 gennaio (proprio quello che ti tocca con tutta la parentala anche se sei una specie di zombie a causa della nottata festaiola) ecco una pratica molto diffusa: mangiare un "ricco" piatto di lenticchie sperando che rechino fortuna e benessere. La forma del legume, che sembra una monetina, ha influito su questa convinzione. La sua ispirazione arriva dal passato, circa 10000 anni fa, quando la lenticchia era considerata un bene di lusso ed aveva pure valore monetario. Le lenticchie, insieme allo zampone o al cotechino, sono il piatto che accomuna tutte le tavole italiane durante le feste natalizie, da Milano a Palermo. Lo zampone vuole essere il simbolo di abbondanza, trattandosi di carne di maiale, sicuramente tra le più
nutrienti e quindi di buon augurio per il nuovo anno. Sicuramente non ci sarà che l'imbarazzo della scelta e tutti i gusti saranno pienamente appagati, ma mi raccomando: le lenticchie senza olio... perchè altrimenti i soldi scivolano via!

Il cenone di Capodanno è ricco di portate di ogni genere e il pasto termina con frutta fresca e secca. Secondo la tradizione, è importante avere l'uva in tavola
perchè "chi mangia l'uva a Capodanno conta i quattrini tutto l'anno". L'origine del detto è presto spiegata: se il viticoltore riusciva a serbare dell'uva raccolta per la vendemmia sino al primo giorno dell'anno nuovo, era davvero parsimonioso e avrebbe quindi contato i soldi per tutto l'anno. In reatà, la tradizione viene dalla Spagna. Secondo le antiche credenze spagnole, dodici secondi prima della mezzanotte bisogna mangiare 12 chicchi d'uva, uno
per ogni mese dell'anno. Se non ci si riesce, ciò significa che l'anno nuovo non sarà fortunato. Attenti, però, a non strozzarvi nella foga di inghiottire i 12 chicchi e soprattutto sincronizzatevi con il gruppo se avrete anche voi l'onore di stappare la bottiglia allo scoccare della mezzanotte! E non dimenticate di esprimere 12 desideri!

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