Punto "g"

Le nuove docg, quelle che verranno e una piccolissima doc

È una semplice "g". Ma, unita ad altre tre letterine, suggella l'eccellenza di un vino e il suo rispetto a un rigido disciplinare di produzione. È la "g" di docg, sinonimo-acronimo (denominazione di origine controllata e garantita) di nettari di assoluta qualità. Che in Italia ci sono già, nati anni fa, oppure appena venuti al mondo o in fase di uscita. Scopriamoli insieme.

PROSECCO REGALE - Lui è fine, elegante e brioso. Ed è pure fresco fresco di docg. È il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, figlio delle venete colline della Marca Trevigiana. Un nettare raffinato, ideale per l'aperitivo e perfetto partner a tavola. Un vino pregiato, capace di unire in sé cultura e natura, valori e territorio: con Conegliano a ricordare la prima scuola enologica d'Italia (nata nel 1876) e Valdobbiadene a rammentare la zona di maggiore concentrazione dei vigneti, spesso coltivati su ripide pendenze. E se il Cartizze rimane il suo cru per antonomasia, ora c'è pure la tipologia Rive, massima espressione delle sottozone, realizzata secondo un disciplinare più restrittivo, rese più basse e vendemmia manuale. L'occasione per conoscere questi perlage? Vino in Villa, in scena dal 15 al 17 maggio presso il Castello di San Salvatore, a Susegana. Kermesse che vedrà ospiti anche le altre docg italiane.

BARBERA DI CLASSE - Da sempre doc, assurge al titolo di regina e ottiene la docg. È la Barbera d'Asti, che conquista la prestigiosa "g" anche nella sua tipologia Barbera d'Asti Superiore, affinata in cantina per almeno quattordici mesi, di cui sei in botte. Un vino finora forse troppo popolare e famigliare, che si fa morbido e moderno, trasversale e versatile, complice sia delle ricette della tradizione che di quelle creative. Un rosso dal gusto pieno, dalle note fruttate (di prugna, ciliegia e bacche scure) e, se maturato in legno, dai sentori di vaniglia, cannella, cacao e liquirizia. Qualche curiosità? La barbera è il vitigno più diffuso in Piemonte, originario nel Monferrato, prodotto nelle province di Asti e Alessandria, per un totale di 6.650 ettari di viti, che regalano circa 20milioni di bottiglie l'anno.

AMARONE E RECIOTO - Figli della landa veronese, anche l'Amarone e il Recioto della Valpolicella saranno docg. Nel 2013 però: bisogna attendere il necessario periodo d'appassimento e invecchiamento delle uve. Poi si potranno gustare i due rinomati nettari: il primo, rubino, corposo e vellutato, compagno di arrosti, brasati, risotti e stufati; il secondo amabile e dolce, perfetto con i dessert, o da solo, per una pausa di meditazione.

CHICCA D'ABRUZZO - È piccola, piccola, piccola, così. Come la cittadina dove nasce: Tollo, in provincia di Chieti. È la novella doc Tullum, suddivisa in sei tipologie, provenienti da specifiche aree del mappale. Della serie: Tullum Bianco, Tullum Bianco Superiore, Tullum Passerina (fresco e minerale), Tullum Pecorino (dalle delicate nuance speziate), Tullum Rosso (da uve montepulciano) e Tullum Rosso Riserva. Fra le cantine produttrici? Il Feudo Antico. Sulle colline tollesi.

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