Le donne preferiscono le bionde

Anche l'universo femminile apprezza la birra. Da sorgeggiare rigorosamente in compagnia

I tempi cambiano. E i gusti pure. E se prima la birra era considerata una bevanda prettamente maschile, ora anche il gentil sesso inizia ad apprezzarne il carattere spumeggiante e il sapore leggermente amarognolo. I dati lo confermano: il 62% delle donne beve più o meno frequentemente birra. Questo, infatti, è quanto emerge da una ricerca realizzata da Coesis e commissionata da Assobirra, su un campione di 720 italiane tra i 18 e i 45 anni.

NARRA LA LEGGENDA - Ma se piace alle donne, pare anche sia stata inventata da una donna. Forse maneggiando cereali in cucina al tempo dei Sumeri. Una femminilità intrinseca testimoniata dalla mitologia degli Armeni, che attribuivano la nascita della birra alla dea della terra Armalu. E', d'altro canto, la leggenda a narrare che secondo Semiramide (regina degli Assiri) il segreto della bellezza fosse racchiuso in un bagno alla birra e che per l'imperatrice Teodora il vero elisir di lunga vita fosse nuotare in una vasca di birra calda e poi in una di birra fredda. Una sorta di percorso Kneipp in versione antica e con la schiuma.

DOVE, COME E PERCHE' - Le donne prediligono le bionde, soprattutto le lager e le pils (67%), anche se una seppur minima percentuale preferisce le rosse, le scure, le analcoliche e quelle a doppio malto. Simile, invece, la modalità di consumo: raramente da sole e sicuramente in compagnia. Insomma, c'è una modalità affettiva che lega l'universo femminile alla birra, c'è il piacere di stare insieme, di divertirsi e di condividere un'emozione. Magari con le amiche del cuore, in qualche locale o a casa per un'occasione speciale. Oppure al ristorante, gustando la bevanda in un bicchiere elegante e accompagnandola a piatti prelibati. E sì, perché se il 50% abbina la bionda ancora al classico panino, alla pizza o alla carne e alle verdure alla griglia, c'è anche chi ama sorseggiarla con sfiziosi antipasti, piatti di pasta e ricette più complesse. In pratica, la birra esce dagli schemi canonici che la vedono in connubio con piatti basic per entrare nell'olimpo dei gourmet. Tant'è vero che la guida del Gambero Rosso suggella con un boccale i ristoranti che servono birra di qualità, e la Guida dell'Espresso assegna un premio ai locali che si distinguono per la particolare offerta spumeggiante. Merito indubbiamente degli chef, ma merito pure a un'immagine della figlia di Cerere legata a freschezza e genuinità, qualità che la fanno assurgere a una delle protagoniste della dieta mediterranea. Anche perché ha solo 35 calorie per 100 centilitri.

PAROLA DI CHEF - Il duetto ricetta-birretta è approdato così nell'alta ristorazione, facendo proseliti tra gli chef. E le chef. Ecco allora che Stefania Moroni, figlia della coppia stellata Aimo e Nadia, ha piacevolmente introdotto in menu birre ad alta fermentazione, ale o d'abbazia, corpose e strutturate. Da bere insieme a stuzzichini di pane, pomodoro e formaggio d'alpeggio oppure con gli spaghetti leggermente piccanti con cipollotto e peperoncino, ricetta storica del milanesissimo Il Luogo di Aimo e Nadia (via Montecuccoli 6, tel. 02 416886), ora proposta in novella abbinata. Ma ecco anche Antonella Ricci, chef de Al Fornello da Ricci (contrada Montevicoli, tel. 0831 377104), immerso nel verde di Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, offrire le birre nel suo ristorante. Ma questa volta bionde più leggere e femminili, come la lager, la pils e la weizen. Anzi quest'ultima, di frumento, prodotta ad alta fermentazione e dal sapore asprigno, lei la suggerisce in connubio con un piatto come le incanalate di semola Cappelli alle olive, acciughe e pomodorini appesi. Una prelibatezza pugliese ricercata e complessa, che ben si addice alla freschezza della weiss. Perché in cucina, come in amore, è sempre questione di equilibrio.

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