Capri, sorsi e morsi di vodka

Il distillato rivive in cocktail dolci e secchi e anima gustosi boccadillo

Una piazzetta, Largo La Foppa, molto animata il giorno e la notte, e la frequentatissima Corso Garibaldi, crocevia di passanti. Questo è l'habitat in cui sorge il lounge bar Capri. Mi concentro su uno dei distillati più antichi e più bevuti, la vodka, e chiedo al bartender Gianluigi, 34 anni e per tutti Ghighi, di propormela in due cocktail dalle diverse coloriture di sapore. Sorseggio inizialmente il Vodka Gimlet, preparato in coppa e servito con ghiaccio. Questo long drink dalle sfumature verde chiaro e dal gusto secco riunisce vodka liscia, lime schiacciato e rose's lime. Verde smeraldo è invece il Japanese Long Island, shakerato e proposto in tumbler o baloon con ghiaccio: succo di limone, zucchero liquido, vodka Absolut, gin, triple sec, midori e Sprite regalano dolci sorsi.

Ideali con la loro freschezza per la stagione primavera-estate, sono ottimi se gustati in abbinamento con alcuni dei duecento panini in menu. In particolare con lo Scozzese (caprino alle cipolle, salmone e una spruzzata di vodka) e con il Portoghese (bresaola, arancia, fontina fusa, salsa cocktail e vodka). Il noto distillato svedese è quindi protagonista a bordo bicchiere, ma non solo: utilizzato come ingrediente va ad esaltare gli altri compagni di fetta, con equilibrio di sapori. Tra sorsi e morsi passeggio nelle vie, fra negozi di moda e scorci metropolitani suggestivi. E la frenesia della città si riduce via via come il contenuto dei bicchieri.
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