Museo Punta della Dogana, Tadao Ando

In Punta di Venezia

Punta della Dogana diventa museo e gioiello di design. Firmato Tadao Ando

Dopo trent'anni d'abbandono, Venezia può tornare a contare su Punta della Dogana, grazie all'apertura di un centro espositivo per l'arte contemporanea. Firmato dall'architetto giapponese Tadao Ando, la mente (e il portafogli) dietro all'operazione è l'imprenditore e mecenate François Pinault.

Deputata all'accoglienza delle merci che giungevano in città per via marittima, Punta della Dogana si chiamava un tempo Punta del Sale: dal Trecento, quando fu costruita, ha cambiato vesti architettoniche più volte, finché nel secolo scorso è andata incontro a un progressivo decadimento. Pinault, già proprietario del veneziano Palazzo Grassi, si è aggiudicato il bando di gara per la ristrutturazione del sito nel 2007, ne ha affidato la progettazione a Tadao Ando e in tempo record, a giugno 2009, ha inaugurato il museo di Punta della Dogana. Costo totale dell'operazione: 20 milioni di Euro; cinquemila mq consacrati a Jeff Koons, Maurizio Cattelan e agli artisti più rappresentativi dell'arte dei nostri giorni. Delizia per il design di Venezia, nuova meta per i suoi turisti e per gli adoratori di arte contemporanea: bentornata Punta della Dogana.

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