Mostra Degas Torino

Arte

Degas, un impressionista sui generis a Torino

Una corposa mostra dell'Artista che "dipingeva le donne come fossero cavalli", nel Palazzo della Società Promotrice di Belle Arti

Annunciata e poi attesa come una delle mostre – evento del calendario espositivo autunnale nel panorama nazionale, l'antologica di Edgar Degas ha aperto i battenti a Torino. Capolavori dal Musée d'Orsay, recita il sottotitolo di questo allestimento, a sottolineare la provenienza degli ottanta lavori dell'artista d'Oltralpe dalla nota istituzione parigina, che hanno trovato accoglienza nel bel Palazzo della Società Promotrice di Belle Arti, in sale ampie che sanno esaltare sculture, disegni e oli del grande artista.

UNA SCOMMESSA CULTURALE - Una mostra corposa: nei contenuti e nei costi. Mettere in piedi questo percorso espositivo ha richiesto la cifra di due milioni di Euro, di cui 200mila solo di copertura assicurativa delle opere. "In tempi di crisi è meglio fare poche mostre ma di grande impatto, piuttosto che tante piccole." Questo il parere di Massimo Vitta Zelman, Presidente di Skira. La pensa così anche Piero Fassino, sindaco del capoluogo piemontese, che ha accolto e voluto questa maxi esposizione costata al Comune 130mila Euro. E il resto? Frutto del mecenatismo civico e aziendale, nonché dell'aiuto di privati. "Per pareggiare i conti servirebbe toccare quota 180mila visitatori. Per ora sono arrivate 50mila prenotazioni, speriamo in bene" spiega il primo cittadino.  La scommessa non è però limitata a un discorso finanziario. Si potrebbe prendere questa mostra come un termometro per misurare quanto gli italiani intendano investire in cultura in tempo di crisi e quanto di rispondere positivamente al guanto lanciato da istituzioni pubbliche e private che, in questo caso, hanno deciso di impiegare tante risorse in una mostra. Decisione non proprio scontata, oggi.

UN CAVALLO VINCENTE - Eppure, verrebbe da obiettare, Torino (e Skira, così come gli sponsor) decide di puntare su un cavallo vincente: un artista riconducibile all'Impressionismo, corrente che da sempre attira le grandi folle nei musei. Ma l'esposizione torinese vale davvero i 12 Euro del biglietto poiché, come una buona mostra dovrebbe forse saper fare, non si limita a esporre il noto, ovvero le celeberrime ballerine dipinte da Degas. Le opere arrivate da Parigi percorrono l'evoluzione dell'artista dai suoi esordi, scavano dentro alla tecnica, alle tematiche, allo spirito di chi le ha realizzate. "Dipingeva le donne come fossero cavalli", risponde un po' sfuggente il curatore Xavier Rey a chi gli chiede il perché delle forme e degli sguardi con cui il pittore disegnava le sue eroine. E guardando i cavalli nelle tele in mostra, così come le sculture, fuse in bronzo dopo la morte dell'artista, si capisce cosa intende dire. All'uscita del palazzo e perdendosi nel Parco del Valentino che lambisce il Po, resta la sensazione di aver colto meglio l'artista, ma non l'uomo. "Mi chiamano il pittore delle ballerine. Non comprendono che la danza è stata per me un pretesto per dipingere dei bei tessuti e rendere dei movimenti" ha affermato il pittore. Resta la sensazione che non abbia voluto raccontarci tutta la verità.
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