Spettacolo

La Belle Epoque della banda Bonnot

Due chiacchiere con Giangilberto Monti

Spettacolo
Dal 09/12/2004 al 19/12/2004
Teatro Arsenale
ATTENZIONE: Evento scaduto

Al Teatro Arsenale di Milano dal 9 al 19 è in scena la rappresentazione teatrale La Belle Epoque della banda Bonnot cantata e raccontata da Giangilberto Monti, musicista eclettico che spazia tra vari ambiti artistici.

Lo spettacolo racconta di Bonnot, un anarchico braccato per anni dalla polizia, in piena Belle Epoque, che diventa suo malgrado un eroe popolare: la sua cattura avviene di fronte a cinquecento soldati e ventimila parigini, nell’aprile del 1912.
La piece si basa sui testi originali di Boris Vian.

Ma vediamo alcune domande e risposte scaturite durante una conversazione con Giangilberto Monti.

Giangilbero Monti, lei è un personaggio artisticamente molto eclettico. Basta leggere la sua biografia e subito lo si intuisce. Una laurea in Ingegneria Chimica e una firma in un contratto discografico per la CBS, ora Sony Music. Come è riuscito a conciliare questi due importanti impegni e a portare poi successivamente la sua attività artistica al successo?
Beh, l’ingegnere l’ho fatto per un po'... ma la passione per la musica è sempre stata quella che ha prevalso su tutto. Cosa dire... determinazione e destino hanno fatto il resto... in verità potrei ammettere che a metà degli anni ’70, all’epoca in cui io mi affacciavo al mondo della musica, l’impegno politico era considerato con maggiore leggerezza, ironia e questo aiutava i giovani come me a credere nell’arte come impegno di denuncia sociale. Sono cosciente che quello di oggi non è un mondo facile per emergere artisticamente.

Tra le numerose attività da lei intraprese come la musica, il teatro, il cabaret ecc,
in quale forma artistica si rispecchia di più?
La musica è il  mio primo amore, in assoluto. Poi ci si diverte a sperimentare, fare miscugli, ad abbracciare generi e mestieri artistici differenti per trovare metodi espressivi più priginali.

Mi può raccontare l'ambiente dello Zelig di Milano in cui ha collaborato come autore con i comici Aldo, Giovanni & Giacomo e i Fichi d'India.
Com’è nata la collaborazione?
La mia collaborazione con Aldo e Giovanni è nata proprio al teatro dell’Arsenale dove entrambi dal 1979 al 1981 abbiamo frequentato insieme la scuola di recitazione.
È stata una lunga frequentazione, sfociata in un profondo legame d’amicizia.
Poi siamo passati a lavorare allo Zelig. Di quei dieci anni di collaborazione riserbo un bel ricordo.

Adesso alcuni di loro si sono dati alla televisione.
Pensa di poter intraprendere una carriera televisiva in futuro?
Io non sono un tipo che rifiuta categoricamente la televisione (anche se ci sarebbero vari motivi per farlo), ma accetterei un’opportunità televisiva solo nella maniera in cui mi proponessero una trasmissione dedicata a canzoni d’autore con i vari approfondimenti. In pratica considererei il mezzo televisivo solo se rappresentasse l’amplificazione di quello che già faccio. Non credo di poter mai accettare di cimentarmi in ruoli che non mi appartengono.

Arriviamo al suo ultimo cd uscito il 19 novembre, omonimo alla piece teatrale "La Belle Epoque della banda Bonnot" in scena all’Arsenale dal 9 al 19 dicembre.
Giangilberto, lei ha adattato in italiano le 20 canzoni di Boris Vian, per lo più inedite.
Può spiegarmi come ha lavorato?
È stato un lavoro "archeologico" durato 2 anni.  Due canzoni le avevo già arrangiate nel cd omonimo pubblicato nel 1997 (Boris Vian- le canzoni); poi ho musicato quelle rimaste senza uno spartito e ho ricondotto l’opera al suo ordine originale. Si tratta di un doppio cd, uno contiene le 20 canzoni, il secondo è un cd bonus che riprende l’opera radiofonica in cui le 2 voci narranti (io e l’attrice Alessandra Felletti) raccontiamo la storia di Jules Bonnot.

Si tratta dello sceneggiato radiofonico musicale prodotto dalla Radio Svizzera italiana per cui lei ha vinto un prestigioso premio?
Si. Si tratta di un premio della radiofonia elvetica – il Prix Suisse 2004- nella categoria fiction.

Sfogliando Il libretto del CD, in italiano e francese, vedo che oltre ai testi delle canzoni contiene una lunga presentazione di Oliviero Ponte di Pino – editor Garzanti, autore, saggista e uomo di teatro – che traccia un profilo dei tre "bravi ragazzi": Jules Bonnot, Boris Vian e Giangilberto Monti.
Brillante idea! Mi sa dire se Monti è un bravo ragazzo?
Non lo so, Monti ? Si, è un bravo ragazzo... ma non troppo... è una persona semplice che trae ispirazione dal palco e dalla musica che scrive.

Mi parli dello spettacolo. Come è strutturato?
Io narro e interpreto la storia di Jules Bonnot attraverso le canzoni di Boris Vian.
Mi muovo tra i toni jazz e folk con la direzione artistica di Claudio Capelli.
Sarò in scena con la mia band di musicisti e Alessandra Felletti (già narratrice nella versione radiofonica).
A proposito della storia di Bonnot, cito un'affermazione presente anche sul libretto del cd, quella di un suo contemporaneo, il prof. Lacassagne che diceva che "ogni società ha i criminali che si merita".

di Roberta Ruggiero

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Informazioni su: La Belle Epoque della banda Bonnot a Milano

Spettacolo
Dal 09/12/2004 al 19/12/2004
Centro
Via Cesare Correnti, 11 - 20123 Milano
Da Euro 15,00 a 9,00
Martedì e domenica Euro 11,00 per tutti
Feriale Ore 21.15
Festivi Ore 16.30

Indirizzo La Belle Epoque della banda Bonnot Milano

Indirizzo: Via Cesare Correnti, 11 - 20123 Milano
Metro: Sant'Ambrogio - MM2
Bus: 2, 14