Mostra Siamo tutti Charlie! a Milano

Un omaggio ai vignettisti di Parigi e alla libertà di espressione

ATTENZIONE: Evento scaduto
Mostra
Illustrazione/Fumetto
Data
Dal 07/02/15 al 15/03/15
Location
Indirizzo
Viale Campania, 1220133 Milano
Telefono
+39 0249524744
Zona
Lambrate
Orario
da martedì a venerdì: dalle 15.00 alle 19.00; sabato e domenica: dalle 15.00 alle 20.00
Ingresso
libero
Fascia di Prezzo
Gratis
Mostra
Illustrazione/Fumetto
Telefono
+39 0249524744
Indirizzo: Viale Campania, 12 - 20133 Milano

Il 7 febbraio, a un mese dall'attentato al settimanale satirico parigino Charlie Hebdo, allo Spazio Wow Fumetto inaugura la mostra Siamo tutti Charlie!

Esposte, le opere di oltre 200 fumettisti e illustratori tra italiani e stranieri dedicate ai colleghi rimasti uccisi, alla libertà di satira e di espressione.

La mostra, organizzata con il patrocinio del Consiglio di Zona4 del Comune di Milano, espone tra gli altri i lavori di Silver, Bruno Bozzetto, Leo Ortolani, Don Alemanno, Adriano Carnevali, Giacomo Bevilacqua, Sio, Fabio Celoni e Silvia Ziche.

un omaggio al settimanale parigino

Una sezione della mostra è dedicata al settimanale parigino: all’opera, alla figura degli autori uccisi a Parigi e alla storia della rivista, dall'anno di fondazione nel 1960, “Hara-Kiri”, diventata poi “Hara-Kiri Hebdo” e infine “Charlie Hebdo”.

"L’orribile omicidio che ha insanguinato Parigi il 7 gennaio ha colpito autori che hanno sempre espresso la più grande forma di indipendenza del pensiero, sfidando le mille forme della censura, dai sequestri alle minacce", ha affermato Luigi F. Bona, presidente della Fondazione Franco Fossati e direttore dello Wow Spazio Fumetto.

"Erano persone eccezionali, vertice di una creatività che dagli anni Sessanta è stata di esempio al mondo, sul puro fronte della libertà d’espressione.

Impariamo dai nostri amici uccisi a mettere a nudo le ipocrisie, i moralismi, gli opportunismi che si pavesano da religioni, ideologie o patriottismi per dividersi il mondo e avvelenare i popoli", ha concluso Luigi F. Bona.

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