Mostra Milano e La Mala a Milano

Una mostra a Palazzo Morando racconta quarant'anni di criminalità cittadina

Mostra
Data
Dal 09/11/17 al 11/02/18
Location
Indirizzo
Via Sant'Andrea, 620121 Milano
Telefono
+39 02 8056685
Zona
Centro
Orario
Martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica: 10–20, Giovedì: 10–22.30, Lunedì: chiuso
Ingresso
Da Euro 8 a Euro 10
Fascia di Prezzo
Accessibile
Renato Vallanzasca
Controlli in piazza Duomo nel 1957
Telefono
+39 02 8056685
Indirizzo: Via Sant'Andrea, 6 - 20121 Milano

Tra i bei ricordi di una Milano che non c’è più ci sono anche, affascinanti, quelli negativi. È quanto racconta “Milano e la Mala”, la mostra curata da Stefano Galli che a Palazzo Morando ripercorre quarant’anni di criminalità all’ombra del Duomo.

Un periodo, iniziato dopo la Seconda Guerra Mondiale e culminato negli anni ’80, durante il quale in città a volte “non si poteva respirare e i morti ammazzati venivano lasciati per strada” come racconta il questore di Milano Marcello Cardona.

Ma al tempo stesso un periodo che porta con sé un fascino particolare. Quello di un rapporto quasi rispettoso tra buoni e cattivi, che venivano inseguiti – e spesso catturati – con tecniche antidiluviane ma che avevano i loro effetti. Come quella di mettere in giro per la città colonnine telefoniche con cui i cittadini potevano raggiungere direttamente la Polizia e denunciare gli episodi ai quali avevano assistito.

Un fascino fortemente appartenuto a personaggi della mala dell’epoca come Renato Vallanzasca, il Bel René che ha movimentato come nessun altro la vita cittadina tra rapine, evasioni e belle donne.

Renato Vallanzasca

Renato Vallanzasca

Un periodo ben raccontato dai titoli dei giornali in mostra a Palazzo Morando. Si va da "La rapina del secolo stamane a Milano" a "Zero ai professori della rapina. L’incubo è finito: trenta e lode alla Polizia". Frasi che, da sole, testimoniano quanto fosse diversa la città di ieri dalla metropoli odierna.

La mostra inizia con le prime bande che si aggiravano per la città nel primo dopoguerra, un momento quasi romantico e spesso ricordato nelle canzoni popolari. Un’epoca che visse il suo culmine con la rapina di Via Osoppo del 1958, quando sette uomini assaltarono un portavalori in pieno centro impossessandosi di un bottino da 164 milioni di lire senza sparare nemmeno un colpo.

Col ventennio 1960-80 si racconta poi la fase più violenta della criminalità meneghina quando le bande, a volte di carattere mafioso, iniziarono a prendere possesso delle differenti attività clandestine. E vengono anche analizzate le collusioni fra criminalità e ambienti sovversivi durante le tensioni sociali degli anni Settanta.

Non mancano, nel percorso per immagini, anche una serie di reperti molto particolari come i dadi delle bische clandestine, la custodia del mitra di Renato Lutring, o le armi di ordinanza della polizia insieme a quelle sequestrate ai malviventi.

Controlli in piazza Duomo nel 1957

Controlli in piazza Duomo nel 1957

La storia della malavita racconta poi naturalmente anche le storie di quanti gli si sono opposti: parliamo di ufficiali, militari, agenti, magistrati.

Di figure come il commissario Mario Nardone, o del futuro questore Achille Serra, cui è dedicata l’ultima parte dell'esposizione, dove trova spazio l’evoluzione delle tecniche di contrasto alla criminalità messe in campo dalle forze dell’ordine.

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