Poke House

Poke House, terzo locale a CityLife e a giugno ne arrivano altri due

Lo shopping district ha appena accolto il terzo Poke House a Milano. Ma l’insegna si appresta a inaugurare anche in Brera e in zona Tribunale

Poke House prosegue la sua espansione tra i quartieri più iconici di Milano. La catena ha da poco tagliato il nastro del suo terzo punto vendita presso lo spazio esterno di CityLife Shopping District. Locale che si aggiunge a quelli già esistenti all’Isola (Via De Castillia 24) e sui Navigli (Via Paoli 3). Ulteriori nuove aperture sono state annunciate entro il prossimo giugno, rispettivamente in zona Brera e in prossimità del Palazzo di Giustizia.

Neon, oggetti e opere d’arte per un’ambientazione che strizza l’occhio alla California

Lo sbarco a CityLife rappresenta un nuovo punto di svolta per l’insegna creata dal duo di giovani imprenditori composto da Matteo Pichi, classe 1987, e Vittoria Zanetti, 28 anni. Un opening che ha comportato un importate sforzo economico necessario a realizzare un locale dal layout moderno, impattante e accogliente. Primeggia lo stile che rievoca scenari californiani, animato da luci al neon e oggetti feticci e di richiamo. Il dettaglio è appositamente curato per fare la differenza e catturare l’attenzione del cliente. Al bancone si notano sfondi in stile ‘pattern’, sulle pareti un canestro fosforescente illumina un angolo di location, poltroncine e sgabelli ricordano location alla Happy Days e American Graffiti… Significative inoltre le stampe di Arielle Vey, apprezzata artista americana di San Diego, che campeggiano sulle pareti.

In cucina i piatti non cambiano rispetto a quelli proposti negli altri locali della catena. Poke House, come da nome e programma, continua a portare avanti l’idea di originalità del piatto originale californiano. Le ricette osservano rispettosamente la tradizione della West Coast statunitense e ogni preparazione è cucinata dallo chef direttamente sotto gli occhi dei clienti.

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Il poke? La ricetta volendo la scelgo io

Il menu dunque presenta alla carta le signature della catena, ma per rendere la scelta più stuzzicante, Poke House offre la possibilità al cliente di creare lui stesso la composizione del piatto. Un ‘self made’ che verte su sei parametri. Il primo riguarda la grandezza della preparazione (regular o large), a cui segue il condimento di base che prevede una o due soluzioni da scegliere tra riso, riso integrale, basmati, quinoa e insalata. Terzo step, il ‘top‘, l’ingrediente portante, che è uno tra salmone, branzino, tonno, insalata di granchio, pollo, tofu. Non manca l’opzione vegana. Un successivo passaggio contempla l’aggiunta green/salutista orientandosi verso uno dei superfood del momento: avocado o zenzero, alghe nori o tobiko, ma anche goma wakame o jalapeno.

Il quinto tocco personale riguarda la salsa e, anche in questo caso, il commensale ha l’imbarazzo della scelta: soya di vario tipo, salse speziate, yogurt, wasabi, senape e via dicendo. Ultimo step (facoltativo) prevede l’aggiunta a scelta tra sesamoanacardi, fritto di cipolla o di patata dolce.

Capitolo bevande. La birra proposta da Poke House ha il gusto esotico ed è firmata dal birrificio hawaiano Kona Brewing. Il ristorante è solito preparare quotidianamente anche infusi di , smart water, frullati, oltre a centrifughe e smoothie alla verdura e frutta fresca.

Il poke a Milano? Ecco altri 5 locali dove gustarlo:

Informazioni
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CityLife
Piazza Tre Torri 1 - Milano
Medio
Da lunedì alla domenica dalle 8:00 alle 22:30