Pinacoteca Ambrosiana Sala Esedra scala

Pinacoteca Ambrosiana Milano, più di 1600 capolavori

Fondata da Federico Borromeo, la Pinacoteca Ambrosiana ospita più di 1600 opere. Tra queste, il Codice Atlantico di Leonardo e i capolavori di Caravaggio, Tiziano, Raffaello, Michelangelo

La Pinacoteca Ambrosiana, a due passi da piazza Duomo, è tra i più importanti musei della città. Oggi è una delle più sistematiche collezioni artistiche di Milano e il nucleo fondante è l’arte sacra. Una raccolta di opere d’arte dal Medioevo alla metà del Cinquecento.

Fondata da Federico Borromeo nel 1618 nei pressi della Biblioteca Ambrosiana (piazza Pio XI, 2), a cui è strettamente collegata, nacque, all’epoca, per garantire una formazione culturale gratuita ad artisti e intellettuali. Il vastissimo patrimonio d’arte qui custodito – più di 1600 opere in totale – è frutto della passione del suo fondatore e della volontà di Borromeo di mettere a disposizione di tutti la propria collezione, sensibilizzando così i cittadini al tema dell’arte.


Dal Codice Atlantico a Caravaggio, i capolavori della Pinacoteca Ambrosiana

Al suo interno, la più ampia collezione di fogli leonardeschi, il Codice Atlantico. Tra gli altri capolavori che la Pinacoteca Ambrosiana ha aperto al pubblico anche l’Aula Leonardi, con lo splendido affresco dell’Incoronazione di spine di Bernardino Luini. La Sala Federiciana, sede originaria della Biblioteca Ambrosiana, e il Peristilio, struttura seicentesca con i nodi vinciani e il ritratto di Leonardo disegnato da uno dei suoi discepoli.

Il percorso museale si snoda lungo le sale, attraverso la Canestra di Frutta di Caravaggio, l’Adorazione dei Magi di Tiziano, i disegni di Raffaello e Michelangelo. Alla Pinacoteca è visibile anche la copia dell’Ultima Cena opera del Vespino, artista di Scuola Lombarda attivo a Milano nella prima metà del XVII secolo. Sulla copia di questa grande opera il Cardinale volle che venisse posta l’iscrizione: “Le immagini originali del Cenacolo, almeno quelle che restano, si stanno volatilizzando. Questa copia è stata fatta perché tali immagini vengano in qualche modo conservate e il capolavoro di Leonardo non vada definitivamente perduto“. Eseguita probabilmente dopo l’Ultima Cena, un’altra copia realizzata del Vespino, presente nella Pinacoteca, è La Vergine delle Rocce.

La leggenda dei capelli di Lucrezia Borgia

Una curiosità. All’interno della Pinacoteca Ambrosiana è custodita anche una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia, in una teca in vetro, bronzo e malachite. Durante l’Ottocento, la ciocca divenne una sorta di reliquia, una passione feticista. Il richiamo di numerosi letterati e poeti che passavano da Milano e che fecero del Palazzo la sua fortuna.

La leggenda narra che durante ‘la notte dei morti’ lo spirito della Borgia scivoli lungo i corridoi e le sale della Pinacoteca, alla ricerca della teca con i suoi capelli. Una volta trovata, la lava e la pettina proprio come faceva quand’era in vita. Per questo motivo, quindi, secondo chi crede ancora alla leggenda, oggi è ancora così bella, morbida e lucente.

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Piazza Pio XI - Milano
Medio
Da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso 17:30; la visita richiede un minimo di 90 minuti)
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