Inaugura Terrammare con cucina siciliana riletta in chiave contemporanea

Un nuovo ristorante siciliano sbarca a Milano: Terrammare, ristorante che spazia tra tradizione e contaminazione

Terrammare è un progetto ristorativo che racchiude la sua essenza nella Sicilia, nella sua preziosa offerta agroalimentare, sapori, profumi, creatività gastronomica, e al contempo rivolge lo sguardo a un concetto moderno  di innovazione culinaria. Arriva quindi dal cuore dell’isola questo ristorante che ha da alcuni giorni aperto i battenti in Via  Giuseppe Sacchi al civico 8. A capitanare le operazioni è un duo di chef composto da Peppe Barone e Stefania Lattuca.

A guidare Terramare una coppia di chef collaudata e, ovviamente, al 100% siciliana

Per loro due, quindi, l’atteso esordio a Milano, dopo alcuni ‘test’ effettuati nel capoluogo lombardo. Entrambi si presentano a questo appuntamento con un solido background professionale alle spalle. Barone da 32 anni è proprietario del ristorante La Fattoria delle Torri a Modica. Qui ha iniziato a lavorare Stefania, prima in sala e successivamente in cucina. Insieme hanno poi aperto Ammare, un grazioso ristorante stagionale (aprile/ottobre) situato su una spiaggia della località balneare di Scicli nel Ragusano (dove Stefania Lattuca è nata). E non solo, i loro nomi erano già stati annotati durante l’Expo del 2015, quando per due mesi hanno rappresentato la Sicilia con le loro ricette presso il padiglione di Eataly. E sempre nell’insegna fondata da Oscar Farinetti hanno allestito un temporary store in alcuni punti vendita a rotazione, facendo spesso tappa in quello di Milano Smeraldo.


Ora dunque l’esame meneghino da temporaneo diventa permanente. L’offerta che caratterizza Terrammare è, come detto, centrata sui sapori di Sicilia, così come siciliani sono i componenti della brigata in cucina e il personale di sala. Le ricette proposte hanno dunque un dichiarato legame con l’accezione di cucina contemporanea, intesa come qualcosa al passo con i cambiamenti, sbocciando in un’ideale simbiosi tra terra e mare. ”La materia prima deve raccontare di sé e, per questa ragione, ho quindi strutturato insieme a Stefania un menu che racconti dei tesori della nostra terra con una cucina che sia tangibile, facile, di gola e di emozioni”, dichiara Peppe Barone.

La cotoletta alla milanese rivisitata: al posto della farina, l’impanatura è fatta con mandorla tritate

La contemporaneità qui accennata contempla anche le alleanze con altre tradizioni culinarie. In particolare con quella della città che ospita Terrammare. E così, se tra i piatti più iconici dello chef Barone spicca la pasta con le sarde e la calamarata con cacao, tartufo nero e Ragusano Dop, che lui stesso ha rivisitato in chiave moderna, è posto in risalto anche il ‘risotto milanese portato al mare’, ricetta simbolo di quella ricercata sintesi tra la cucina siciliana e quella meneghina andando, in questo caso, a realizzare un ensemble dl gusto a base di riso carnaroli riserva, zafferano, gamberi bianchi di nassa, limone Interdonato e polvere di capperi.

Si rivisita in chiave siciliana anche un altro cavallo di battaglia del cibo milanese, ovvero la celebre ‘cotoletta‘, che Barone e Lattuca ricreano con una piccola variante: invece della classica farina, si utilizza per l’impanatura un trito di mandorle per dare croccantezza al rivestimento della carne (che non viene mai servita all’osso).

Terrammare
La pasta alle sarde secondo l’accoppiata Barone-Lattuca. Nel menu di Terrammare compaiono anche rivisitazioni milanesi in salsa sicula

Quattro i menu degustazione, il cui prezzo a persona varia dai 50 ai 115 euro. La superficie del locale è di circa 75 mq, si suddivide in tre stanze e conta 44 posti a sedere.

Terrammare è cibo, ma il ristorante presenta anche una ricca offerta vini. Alla carta oltre un centinaio di etichette, per la metà provenienti da terroir siciliani, così come appartengono a questa terra le due birre bionde artigianali Tarì, prodotte dal birrificio Rocca dei Conti che ha sede a Modica

Terrammare rivendica il suo essere siciliano anche nella scelta degli arredi

Rilegge in chiave moderna lo stile Trinacria anche l’arredamento e il layout del locale. A concepirlo sono stati due architetti siciliani (Viviana Pitrolo e Danilo De Maio), che hanno voluto, in primis, ricreare un ambiente ‘di casa’. Si è quindi fatto ricorso ai tipici ricami siciliani lavorati con una maglia di microcemento tridimensionale, con effetto anticato nei bagni. La tavola è apparecchiata in modo da esaltare l’effetto materico degli elementi in particolare legno, ferro, verde acqua, che riprendono idealmente i colori del Mediterraneo. Un tocco barocco non poteva mancare in singoli elementi, come l’enorme candelabro dei saloni antichi o i paralumi in vetro diversi una dall’altro, a richiamo dei bicchieri.

Informazioni
+39 0241402774
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Brera
Via Giuseppe Sacchi 8 - Milano
Medio
Da lunedì alla domenica dalle 12:30 alle 15:00 e dalle 19:30 alle 22:30
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