Delight – L’atelier del gusto

A Corbetta, Delight – L’atelier del gusto propone “I piatti ben riusciti” dello Chef Fabio Zanetello. Non solo nel nome. Il gusto coincide con il coraggio di sperimentare con la tradizione

Con atelier s’intende, per definizione, il luogo di lavoro di un artigiano, un laboratorio di confezioni e di creativi, artisti, pittori. Nulla di più azzeccato. Il laboratorio del gusto aperto da pochi mesi a Corbetta, Delight, è un rifugio di creatività. I piatti sono opere pittoriche e, come tele al museo, si lasciano prima ammirare, a volte comprendere, quindi deliziare.

L’artista in questione è lo Chef Fabio Zanetello, con baffi da pittore e abilità da audace sperimentatore. Il suo approccio cosmopolita e tradizionale allo stesso tempo si sfoga al di là della cucina a vista di Delight – L’atelier del gusto, Corbetta, appunto, a circa quaranta minuti di auto da Milano. Il piccolo atelier – una trentina di posti a sedere in tutto – si trova a pochi passi dal centro. È aperto a cena, ogni sera, dal martedì al sabato, e la domenica a pranzo.


Tavoli di legno o di marmo di Carrara, mise en place minimal, lampade di design degne dell’hashtag #Fuorisalone, come quelle in bronzo che salgono o scendono davanti alla brigata. Spariscono oppure illuminano il piatto mentre questo, con cura, viene ultimato prima di fare il suo ingresso. Un live streaming perfetto per chi decide di cenare direttamente al bancone.

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Ecco che allora i commensali ricevono Un taglio giapponese (Tagliolino fungo shiitake e porcini). Un’apprezzabile opinione: Adoro i piatti ben riusciti (Agnello affumicato al tabacco con terrina di carote alla parigina). Un sincero punto di vista, Era una torta di mele (nella sua versione Semifreddo con salsa di cioccolato bianco, mirtillo, crumble salato). Un miscuglio di espressioni dal nome rassicurante, Dolcemente Norma (Pacchero con ricotta senza lattosio, melanzana fritta, marmellata di pomodoro, cioccolato fondente), con cui terminare nel migliore dei modi (#provatopervoi).

Io sono come un pittore e le mie opere le consumi sino all’ultimo boccone e ciò che ne rimane è il ricordo di quel sapore (Chef Fabio Zanetello)

Alla carta, Aqua o Terra che sia, il menu è un’installazione che anch’essa si racconta, come fa lo Chef (che atelier sarebbe, altrimenti?). A partire dai nomi delle pietanze, divertenti, eccentrici (c’è anche Stai Camo! Tonno subito, ovvero Tonno alle mandorle, camomilla e wasabi con carote alla parigina). Il menu si racconta nel tentativo ben riuscito di mescolare alla tradizione una serie di “esperienze globe trotter” che lascerebbero incredula la nonna (Messico e chiocciole sono Lumache su fondo bruno di legumi; Un milanese al mare, Risotto allo zafferano con ossobuco di calamaro). Ancora, si racconta negli ingredienti autoctoni e tra loro così distanti, all’improvviso all’interno dello stesso piatto. Nella tipologia di cottura.

Ci si alza stupiti, soddisfatti, affascinati dalla narrazione nuova del sapore, dei piatti innovativi e di qualità. Piacevolmente sazi, al punto giusto, perlomeno, e Vivaddio, che si specifichi e che s’intenda come un punto a favore. I colori e il profumo, l’eleganza e la raffinatezza, qui, sono molto di più di un Instagrammabilissimo concetto.

Informazioni
+39 3518545672
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Via Verdi, 18 - Corbetta (MI)
A cena da martedì a sabato: 19:30 – 22:30; a pranzo la domenica: 12:00 – 14:30
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