Chiusi i ristoranti, apre Via Archimede: ghost kitchen di prelibatezze italiane

Inaugurato lo scorso 10 aprile Via Archimede, Gastronomia di Quartiere, nuovo format creato dal milanese . Si parla di ghost kitchen: c’è una cucina, nessuna somministrazione al tavolo, si ordina il piatto al telefono e lo si riceve a casa. Il menu è un elogio del made in Italy, proposto a prezzi democratici

Obbligato a chiudere i suoi ristoranti Luca Guelfi non si è dato per vinto e a sorpresa ha alzato il sipario svelando Via Archimede, Gastronomia di Quartiere che sancisce il suo esordio ufficiale nel mondo delle ghost kitchen. Una scelta quasi obbligata, ma non un ripiego. Guelfi con i suoi ristoranti inattivi, in tutto 8 di cui 4 a Milano, sta subendo un colpo pesantissimo alle sue finanze. Contare i danni non aiuta in questo momento, bisogna sapere reagire. Ed ecco fatto.

La ghost kitchen è una cucina ‘nascosta’, dove si preparano piatti che chiunque può ordinare al telefono e farsi poi consegnare (gratis) a casa

La soluzione è dunque Via Archimede. Progetto inaugurato lo scorso 10 aprile in Via Archimede 53.


Ma cos’è una ghost kitchen? Nulla di esoterico o paranormale, la ‘cucina fanstama’ è assolutamente reale e si chiama così perché è tenuta nascosta agli occhi dei clienti e non prevede somministrazione al tavolo (che non c’è). Qui dunque si cucinano piatti che formano un menu che ognuno può sfogliare online sia sulla pagina social, sia sul sito Internet. Se c’è qualche ricetta che piace la si può dunque ordinare, questa volta però abbandonando la tastiera del pc e alzando la cornetta del telefono. A ordine effettuato non rimane che aspettare che tutto sia portato a casa da un addetto munito di mascherina e guanti. La consegna è gratuita e la merce ordinata si paga solo all’effettivo momento del ritiro.

Via Archimede, Gastronomia di Quartiere è dunque la nuova proposta firmata Luca Guelfi, che a Milano opera nel mondo della ristorazione da oltre un quarto di secolo, ovvero da quando nel 1994 inaugurò lo storico Julien Cafè. A quel tempo era gestore, oggi è imprenditore a tutti gli effetti e il suo nome sulla piazza meneghina si lega oggi a 4 ristoranti etnici. Sono di sua proprietà il messicano Canteen, l’asiatico Shimokita, il vietnamita Saigon e l’internazionale a base di ostrica Oyster Bar inaugurato lo scorso ottobre.

Un nutrito numero di insegne alle quali si aggiunge quindi la novità della ghost kitchen che, stavolta, punta sulle tipicità del Bel Paese. Via Archimede propone infatti un ricco menu di primi e secondi piatti, dolci compresi, totalmente ancorati alla tradizione culinaria italiana, con occhio di riguardo per alcune storiche ricette lombarde .

’’Ho scelto di basare l’intera progetto sulla proposta di piatti gastronomici nostrani per due ragioni: la prima è che a Milano, in questo delicato momento, la gente cerca rassicurazione anche nel cibo locale assaporando sapori che conosce bene e apprezza. In secondo luogo, se avessi puntato su preparazione etniche non sarebbe stato così facile reperire tutte le necessarie materie prime’’, ha spiegato Guelfi.

Il menu di Via Archimede è un ricco ensemble di primi e secondi piatti che si rifanno alla classica tradizione culinaria italiana

Le operazioni in cucina sono state affidate a Emanuele Gasperini e Marco Fossati. Due esperti chef che da tempo collaborano con l’imprenditore milanese. Dalla loro creatività è sorto un menu ricco di proposte. Presente una sezione dedicata  a Milano che si materializza con ricette classiche, in alcun casi leggermente rivisitate con un pizzico di modernità supplementare. Le proposte spaziano quindi dal Riso al Salto con Rognoncino Trifolato all’Ossobuco in Gremolada, senza dimenticare gli immancabili Mondeghili conditi in salsa verde.

Particolare e ampia anche la scelta di secondi piatti. Che sono a base di pesce. La scelta è variegata e gioca con mix saporiti. Tra questi si segnala il sodalizio tra ceviche e mango o quello tra quinoa e salmone. L’home made, ovvero il fatto in casa, caratterizza l’offerta di focacce semplici e farcite, così come sul fronte dei primi piatti la pasta è sempre fresca. Possibile anche ordinare vino, proposto in 4 diverse tipologie (Falanghina, Lugana, Bardolino Rosso, Rosso di Montepulciano).

I prezzi sono volutamente moderati perché Guelfi prevede purtroppo un futuro ‘economicamente disastroso’

Da sottolineare che i prezzi di ogni singola proposta di Via Archimede possono definirsi democratici. Il range per i primi piatti varia da 6 a 8 euro e mezzo, mentre i secondi di pesce hanno costo fisso di 10 euro. L’offerta a costo contenuto è una precisa scelta che Luca Guelfi motiva in questi termini: ‘’Ho deciso di tenere il prezzo dei piatti sotto una certa soglia, per permettere a più persone di poterli acquistare, considerando che, almeno nel breve periodo, prevedo purtroppo un futuro economico disastroso’’.

Lasciando da parte scenari non troppo incoraggianti, ora c’è da sostenere questo nuovo progetto. I numeri dell’esordio lasciano ben pensare. ”Nei primi giorni abbiamo registrato circa una cinquantina di ordini al giorno, un andamento superiore alle aspettative di partenza – rende noto il deus ex machina di Via Archimede –. Il target di riferimento è composto da clienti over 50, che desiderano parlare con gli chef e farsi consigliare, ecco perché abbiamo optato per il telefono. Piace poi l’idea di ricevere a casa piatti sfiziosi attraverso i quali si riassapora il gusto prezioso della tradizionale ”. A breve sarà lanciata l’app per fare ordini, guardare i piatti, lasciare commenti e messaggi al team di Via Archimede, gastronomia di Quartiere.

Informazioni
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Risorgimento
Via Archimede 53 - Milano
Da lunedì alla domenica dalle 11:30 alle 15:30 e dalle 19:00 alle 22:30
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