Una giornata al mare: un racconto salato

Ecco il racconto di una giornata al , il capello che ti divide il volto tra luce e ombra, un telo a righe con sopra un libro solitario, le ciabatte di gomma che come due amanti litigiosi sono sempre separate, il gelato che non resiste al sole e sporca le mani. La cantilena dei gabbiani che si intervalla al vociare dei bambini, il sale addosso e il mare di fronte. La distanza da mantenere e le regole come sfondo

Nella mia borsa di tela colorata una grande quantità di creme solari accompagna il mio bisogno di rassicurazione. Come in una tombola estraggo molti numeri proporzionali al grado di efficacia dell’alleato contro la scottatura. Crema venti, trenta, cinquanta non troppo interscambiabili se non si vuole trasformare la propria pelle in una tela di un pittore. Insomma così inizia la mia prima giornata al mare. Affondo i piedi nella sabbia incrociando qualche sassolino maldisposto che rompe la quiete del mio incedere verso l’acqua rinfrescante. Abbandono solo per il tragitto i mie occhiali da sole retrò, ma in fondo l’unica cosa importante da notare è il blu del mare e quello è inconfondibile. I colori non ci sono ma si vedono, magia.

Il primo bagno della stagione non si scorda mai. Quella sosta prima del tuffo, il passo tremolante che riassume l’incertezza di fronte ad una doccia fredda, quelle frasi pronunciate per ritardare l’immersione, io non sono tra coloro che con la rincorsa partono e arrivano alla boa rossa in lontananza senza sosta. Sono più da canoa in compagnia. Andando avanti con la cronaca posso dire che rispetto alla scorsa estate qualcosa è inevitabilmente cambiato. Distanza tra gli ombrelloni, figure in divisa che prendono il posto dei venditori di collanine e controllano il rispetto delle norme, la mascherina sempre in bella vista, app per prenotare. Ad ogni modo a fine giornata si respira comunque la pace. Guardo il mare che come uno specchio del nostro animo è in cosante movimento. A volte tormentato, altre pacato, imprevedibile.


Il mare: un’immagine semplice 

La grande onda di Kanagawa è una xilografia realizzata dall’artista giapponese Hokusai nel 1830. Un mare in tempesta sovrasta alcune barche di pescatori, l’onda sulla sinistra fissa il nostro sguardo.

Tutta la forza della natura è qui rappresentata in un’immagine diventata celebre anche per la sua immediata comprensione. La difficoltà delle cose semplici è sempre affascinante.

 

 

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