Un nuovo inizio dopo la quarantena: pensieri e opinioni

Sta per emergere un nuovo inizio, la nostra mente comincia a elaborare l’idea di tornare gradualmente alla vita in movimento. Dopo la sosta a causa dell’emergenza , la parola riapertura comincia a sgomitare alla ricerca di una postazione nell’immaginario collettivo. Con precauzione, il dopo quarantena sta giustamente imponendo la sua considerazione. Assodato questo sguardo proiettato al futuro prossimo, ecco alcune testimonianze che rispondono alla fatidica domanda “E ora come ci si sente?”

Quali sono le sensazioni all’idea di un ulteriore cambiamento, di un nuovo inizio pronto a sorprendere? Paura, nostalgia, carica e positività si fondono insieme in un poliedrico ritratto della realtà. Tutti, con differenze lecite, penso si siano adoperati per sopravvivere alla chiusura nella propria abitazione. Alcuni non vedono l’ora di abbracciare la quotidianità precedente, altri con un po’ di stupore, non hanno problemi ad ammettere che qualcosa della parentesi stazionaria casalinga, vorrebbero non si estinguesse. È una questione di punti di vista, vediamone alcuni.

La bellezza del silenzio

“C’è un momento preciso della mia giornata in che sicuramente mi mancherà. La sera, quando dopo cena, mi affaccio dalla finestra e mi godo il silenzio. La città sembra un presepe, città ferma, ma illuminata. Tutti sono nelle proprie abitazioni e le luci artificiali ne sono la testimonianza. Calma e vivacità allo stesso tempo. Il non sentire le macchine in giro e i rumori della corsa, osservare la mia città semplice e pura, questa pace vorrei poterla vivere sempre (Vittoria, 21 anni).


Il mio tempo su misura

“La cosa che mi spaventa della riapertura è la mia paura personale, non vorrei che il mio spazio possa subire una sottrazione. In questo periodo stiamo vivendo una nuova routine che ci vede al centro. Tutto nell’equilibrio che ci siamo creati, ruota attorno alle nostre esigenze, scegliamo noi quando e come fare le cose. Nel momento in cui si tornerà alla realtà, gli orari non saranno più a nostro piacimento. Forse le nuove liberà di uscire e agire saranno una limitazione per un’altra di libertà, quella che abbiamo avuto in questo periodo di disporre del nostro tempo in autonomia. Sono contentissima di rivedere i miei cari, ma la mia paura si manifesta” (Maria Ludovica, 21).

La mia casa

“Ho lavorato e continuo a farlo con la modalità di Smart Working. Le giornate sono passate velocemente e il mio impegno per il lavoro è rimasto costante. Non vedo l’ora di tornare in ufficio, sono carica e positiva e non mi spaventa troppo l’idea di ricominciare. Quello che vorrei potesse non finire mai è quel bilanciamento tra il tempo per adempiere ai propri doveri e quello occupato per vivere la propria realtà familiare. Lavorare da casa mi ha permesso di calibrare impegno e affetti, chissà se troverò poi questo compromesso?” (Vittoria, 25 anni).

Voglia di vivere il nuovo inizio

“Sono padre e imprenditore, la quarantena mi ha dato la possibilità di godermi le mie figlie e assaporare la pace del riposo. Ho avuto modo, avendo la fortuna di abitare in un paese di mare, di vivere la natura nella sua manifestazione più genuina. Nonostante la bellezza dei valori ritrovati, sento il bisogno di tornare al lavoro intenso di prima, non ho paura di dover riprendere il ritmo, anzi mi sento più forte perché ho delle persone da aiutare (Luca, 58 anni).

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