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Street Art Milano: nasce la Bloop Experience

Tre nuovi murales arricchiscono la street art di Milano, questa volta per ridare vita e colore alle case popolari e per trasformare i muri dei palazzi in opere d’arte

Due artisti, tre murales, un unico progetto di riqualificazione urbana dal titolo Bloop Experience. Un progetto che arricchisce le opere di street art a Milano, questa volta per uno scopo ben preciso. Abbattere l’effetto isolamento che spesso mortifica le periferie e, perché no, regalare un po’ di arte a un quartiere difficile, generalmente escluso dai circuiti turistici.

Siamo in via Del Turchino, zona Calvairate, non distante da Rogoredo, all’interno del quartiere Ponti. Qui sono stati ultimati i tre muri che compongono il progetto artistico per le case popolari comunali. Un modello di architettura razionalista costruito negli anni tra la fine degli anni Trenta e gli inizi degli anni Quaranta.


La street art si compone di tre colpi d’occhio dai colori brillanti. Circa 4 metri per 15, uno dietro l’altro, dipinti con vernici acriliche. Per animare le strade e gli edifici della zona a sud-est della città e per dare un messaggio forte. Raccontare la storia, i desideri, il vissuto di chi li abita, attraverso alcune parole chiave raccolte dialogando con i residenti e inserite dagli artisti nei murales.

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Le opere nascono dagli incontri con gli abitanti del quartiere

Il soggetto centrale dell’opera su tre pareti è la parola Ama, imperativo del verbo amare. Un concetto nato attraverso gli incontri avuti con le persone che popolano questo quartiere complesso. A partire dagli anziani, la memoria storica della zona, residenti sin dalla costruzione delle prime palazzine. E poi ancora i bambini, tutti valorizzano l’amore per il quartiere e il forte legame che si è costruito tra chi vi abita. Un legame da coronare con queste opere di street art che colorano Milano.

È chiaro che la nostra attenzione si rivolge prioritariamente alle famiglie che abitano le nostre case” – afferma l’assessore comunale alla Casa Gabriele Rabaiotti. E continua: “Riuscire a trasformare i muri grigi dei nostri palazzi in un percorso d’arte e così portare bellezza nei quartieri popolari della città mi sembra meraviglioso“.

La parola passa a Matteo Amadio di Biokip Labs, direttore artistico del progetto. “Vorremmo che i muri di via Del Turchino fossero un punto di partenza dal quale creare un percorso al contrario, che dalla periferia va verso il centro, contribuendo ad animare i margini della città facendoli vivere di nuova luce. Vorremmo stimolare la gente che ama la creatività a seguire un percorso ricco di opere che negli anni rappresenterebbero un vero e proprio itinerario dell’arte che induca i curiosi a scoprire le opere, non solo in centro ma anche in periferia. A Ibiza, in tutti questi anni, abbiamo dimostrato che è possibile creare un nuovo modello di turismo culturale, cambiando la percezione di non luoghi che diventano gallerie espositive a cielo aperto; ed oggi le stesse istituzioni che all’inizio si dimostravano diffidenti ci associano ad un nuovo modello di marketing turistico e culturale”.

Il progetto e gli artisti coinvolti

Gli artisti sono Said Dokins, messicano, conosciuto soprattutto per i suoi calli-grafiti in spazi pubblici, tra cui un intervento per il Museo di arte urbana e contemporanea Muca, il più grande murale di Monaco, e SpY, street artist di nazionalità spagnola che trae molta della sua ispirazione dall’osservazione dei centri urbani, alla cui ridefinizione contribuisce con consapevole ironia.

Bloop Experience nasce dall’esperienza che l’agenzia Biokip Labs ha costruito nel corso del Bloop International Proactive Art Festival, che si tiene da quasi un decennio a Ibiza, diventando uno dei più importanti eventi di street art al mondo, promosso dall’associazione no profit Lato Corto.

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