Stare a casa. Il punto di vista dei giovani

È giunto il momento di fermarsi e stare a casa. L’emergenza Coronavirus è una priorità, tutti dobbiamo dare il nostro prezioso contributo. Per alcuni, tra i più giovani, sacrificare elementi della quotidianità, non uscire, evitare luoghi di aggregazione, sembrerebbe inconcepibile. Qual è il motivo e cosa possiamo fare per migliorare le cose?

Noi giovani – chi vi scrive è nata nel 1998 – , nativi digitali, ora dobbiamo fermarci. Dobbiamo stare a casa. Sembra impensabile l’idea di mutare la propria giornata, di fare un piccolo sacrificio. Cosa ci differenzia dalle generazioni del passato? La non capacità di attendere, di sostare, di aspettare per poi agire. Vogliamo tutto in modo estemporaneo, società liquida dice il sociologo Bauman. Fluidità, nessun confine, nessun limite o contenimento.

Siamo poi insofferenti alla regola, ci sentiamo invincibili. Per molti ragazzi, infatti, questo momento di crisi sanitaria globale è colto come un’occasione per uscire di più visto il tempo libero. È opportuno, invece, sapervi rinunciare, si tratta solo di un breve lasso di tempo, forza.


Noi giovani, siamo così, ci sentiamo eroi imbattibili, poco sembra toccarci nel profondo. Almeno per la maggior parte della mia generazione, sembra che tutto sia sempre un po’ superfluo, l’importante è fare e farlo vedere. Ecco il punto decisivo, non ci basta avere tutto a portata di mano, vogliamo anche renderlo noto. Usciamo per mostrarlo, per condividere la nostra giornata attiva sui social. Agire, superare, sentirsi approvati sono concetti lontani dal rimanere tra le mura domestiche. Non bisogna generalizzare, non è per tutti è così, la mia è solo una provocazione, però riflettiamo. Un sacrificio momentaneo per un nuovo domani. Ci vuole responsabilità e possiamo farcela. Diciamo stop per un via che sarà sicuramente più sentito, consapevole e forte di prima.

Fermarsi non per sempre

Ora dobbiamo stare a casa e capire che non è poi così male. L’occasione per imparare di nuovo a desiderare qualcosa. Quanto apprezzeremo di più riunirsi con tutti gli amici una volta che questo sarà finito? Per il momento limitiamoci a fare delle passeggiate all’aria aperta, evitando, dove possibile e come consigliato le interazioni sociali. Stiamo solo con le persone più strette senza baci o abbracci. E anche i social usiamoli per testimoniare che la vita vera non è sempre così come si vede. Non ci saranno più sconfitti, ma solo vincitori se tutti facciamo la nostra parte, ci riusciremo.